Un’immagine vale più di mille parole, questo, oggi come oggi, è vero soprattutto sui social network, non ci sono dubbi. Un’immagine “parla” e racconta, descrive ed emoziona chi la osserva. Se all’inizio postare una foto era un’operazione riservata a chi voleva pubblicare l’album delle vacanze, oggi quasi tutti i post sono accompagnati da un’immagine. L’hanno capito anche le aziende, che cercano di instaurare un meccanismo di empatia ricorrendo al visual storytelling.

Valentina Tanzillo, Visual Social Media Specialist di Studio Samo ed esperta di Visual Storytelling, in un’intervista rilasciata per il libro Facebook Marketing (Hoepli), dice: “È ormai noto che l’aspetto visivo stia rimpiazzando quello testuale, un esempio sono le numerosissime infografiche che spopolano su siti come Pinterest o Slideshare. Come sostiene Bob Lisbonne, CEO of Luminate “Siamo entrati in una fase in cui la comunicazione visiva sta soppiantando la parola scritta, la cosiddetta Imagesphere“. Le immagini creano un legame forte, di tipo emozionale, tra lo spettatore e il mondo narrato. Un brand non può che adeguarsi a tale tendenza e stabilire un’identità visiva coerente.

Credits: Cinzia Zenocchini
Credits: Cinzia Zenocchini

I valori possono diventare immagini ed esplodere in un messaggio molto più immediato ed efficace. Consideriamo che l’essere umano ricorda il 10% di ciò che ascolta, il 20% di quello che legge e l’80% di ciò che vede. I social non sono altro che l’estensione delle normali attività e abitudini delle persone off line. Nell’ultimo decennio la tecnologia digitale ha dato nuova linfa all’espressione visiva: basta guardarsi intorno e i dati di vendita lo confermano. C’è un boom di apparecchiature fotografiche, videocamere, smartphone, software e app di trattamento delle immagini, e anche l’editoria e la stampa tradizionale sono ricche di grafica e di immagini. Possiamo dire, senza timore di esagerare, che siamo in un’epoca “foto-centrica”. Applicazioni come Camera +, Snapseed e Pic Stitch ci rendono, a tutti gli effetti, foto editori, in grado di suscitare emozioni attraverso le immagini. Perché questo accada però, bisogna essere bravi a mescolare la fiction con la realtà. Far immergere l’utente o spettatore, nella finzione scenica consapevole.

In un mondo in cui la comunicazione è veloce, frammentaria e decontestualizzata, le immagini sono un veicolo molto potente di diffusione dei messaggi. Un’immagine parla un linguaggio universale comprensibile a tutti, è immediata, ispiratrice e coinvolgente. Fondamentale diventa il concetto di archetipo che narra il mondo reale come fatto di rappresentazioni mentali collettive innate e predeterminate di oggetti. Consideriamo che l’83% della conoscenza umana deriva dal vedere, memorizzare e imparare a conoscere la realtà, per questo è importante presentare dei modelli senza tempo ed universali che l’utente ha già imparato a conoscere e che non gli siano estranei. Quando si sceglie di comunicare qualcosa attraverso un’immagine, sui siti o sui social, diventa di vitale importanza considerare come essa viene percepita dalle diverse tipologie di persone e diventa essenziale evitare di parlare e narrare basandosi su stereotipi”.

Ma come si collocano il disegno e l’illustrazione in questo contesto narrativo? Ne abbiamo parlato con Cinzia Zenocchini, illustratice e visual storyteller, che utilizza un approccio legato al disegno “live”, uno stile che aiuta a fissare i concetti espressi durante un incontro attraverso la memoria. Cinzia ha anche uno shop dove è possibile acquistare delle stampe dei suoi disegni.

Credits: www.corrieredellosport.it
Credits: www.corrieredellosport.it

Ciao Cinzia, iniziamo dalla tua esperienza al Festival del Giornalismo di Perugia con Coca-Cola. Come è stata?

Molto positiva! Avere l’occasione di lavorare “sul campo” e non dietro la scrivania è sempre un esperienza che ti segna, soprattutto quando ti dà la possibilità di ampliare le tue conoscenze, come per me in questo caso, nell’ambito dei social media e dell’informazione.

Hai avuto modo di vedere e sentire altro oltre al panel di Coca-Cola?

Assolutamente sì, ho seguito almeno 2 o 3 panel al giorno durante tutto il Festival: ogni giorno abbiamo pubblicato un articolo su Journey (sito di Coca-Cola Italia) una sorta di report giornaliero nel quale io ho prodotto i contenuti visivi.

Credits: Cinzia Zenocchini
Credits: Cinzia Zenocchini

Come nasce la tua passione per il disegno?

Nasce praticamente insieme a me che riesco a impugnare un pennarello e capisco che posso lasciare un segno e nonostante il mio percorso di studi mi abbia portata anche su altre strade, l’illustrazione è sempre stata il mio appiglio.

Pensi che disegnare per il web sia differente? Che approccio e che strumenti utilizzi?

Disegnare per il web è parzialmente differente; per quanto mi riguarda tendo ad approcciare il lavoro in maniera leggermente diversa: preferisco strumenti digitali come la Wacom per i contenuti digitali, mentre utilizzo gli strumenti manuali come chine a acquerelli principalmente quando lavoro per la stampa. Per me è una questione di qualità dell’immagine e di velocità di nell’editing.

Quello che oggi viene chiamato “Visual storytelling” è una necessità per le aziende?

Non so se la definirei una necessità, ma è sicuramente una strategia fresca e vincente. Un’azienda che si vuole raccontare lo vuole fare con i giusti mezzi per colpire in maniera più precisa ed immediata il proprio target.

Credits: Cinzia Zenocchini
Credits: Cinzia Zenocchini

Avresti mai pensato che un’abilità, spesso sottovalutata, come quella di saper disegnare, sarebbe diventata una skill così richiesta?

Per un creativo la propria professione coincide spesso con la passione, il che è una cosa fantastica, se ci pensi. Purtroppo però, per questo motivo ancora troppo spesso non si viene presi molto sul serio, “tanto noi facciamo i disegnini”. Quando finalmente capitano richieste da parte di aziende importanti, felici e consapevoli di investire risorse per creare contenuti visivi d’effetto, è una soddisfazione.

Sei social? Quali sono i tuoi preferiti?

Dopo mesi ho riaperto Twitter durante il Festival e ci sono rimasta invischiata. Utilizzo principalmente Facebook e Instagram, ogni tanto riapro Pinterest per cercare ispirazione. Infine Tumblr, che è un po’ il mio blog dove pubblico schizzi e disegni WIP.

Quanto è importante, nel tuo lavoro, sviluppare delle “trame” prima di disegnare, e quanto il pensiero deve essere veloce dal momento che spesso ti trovi a dover disegnare live?

Disegnare live è una vera e propria sfida. In un modo perfetto lo speaker seguirà perfettamente e minuziosamente la scaletta che io ho avuto il tempo di elaborare per filo e per segno sul mio sketchbook, fino a costruire un racconto perfettamente simbiotico. Ma nella realtà l’improvvisazione prende il sopravvento, la tua testa deve quadruplicare le sinapsi per trovare soluzioni immediate, e il risultato è spesso differente da quello che si era stabilito. È un processo molto divertente e assolutamente affascinante, oltre che un modo per crescere.

Per quali settori lavori?

Mi considero ancora in fase esplorativa: per ora ho lavorato principalmente per aziende, agenzie e privati, spaziando dalla moda al design, al cibo, ai matrimoni ecc., il tutto più o meno sempre nell’ambito dell’immagine coordinata. Mi piacerebbe sbirciare nel mondo dell’editoria, in particolare l’illustrazione per i magazine.

Raccontaci un sogno: cosa vorresti raccontare con i tuoi disegni?

A me piace descrivere tramite i disegni. Lo vorrei fare di persone, cose, animali, città in giro per il mondo, e mi piacerebbe pubblicare un progetto che sia una raccolta ritratti-storie. Ma non voglio sbilanciarmi e spifferare il tutto. Forse prima è meglio che mi dedichi a finire il mio sito.

Che progetti hai per il futuro? Se puoi disegnarceli!

Eccolo!

Credits: Cinzia Zenocchini
Credits: Cinzia Zenocchini

Conclude così Cinzia, con un disegno. Che vale più di mille parole (tranne che per la SEO, ma questa è un’altra storia). E che è ciò che sa fare meglio. Veloce, spigliata, più di quanto non lo sia con le parole. Le grandi aziende hanno iniziato a capirne il valore. Chiamatelo pure “Visual Storytelling” ma la rivincita di quelli bravi a “fare i disegni” è appena iniziata.