Alla parola strade italiane, purtroppo, si associa l’aggettivo pericoloso. Da anni, forse troppi, il manto stradale di tutta la Penisola registra falle inimmaginabili che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Già qualche anno fa, precisamente nel lontano 2008, Altroconsumo, l’Associazione per la difesa dei consumatori, aveva lanciato l’allarme riguardante i 2700 km di tratto stradale, risultato rovinoso dopo un’attenta valutazione. Scarsa illuminazione, tracciato discontinuo, segnaletica poco chiara, cantieri posizionati in posti scomodi rappresentavano il monito della stessa Associazione che, tuttavia, non trovò risposta dal Governo. Malgrado contributi stanziati per aumentare la “protezione” dei cittadini alla guida di un veicolo, non è stato fatto moltissimo per cambiare una situazione grave sotto tutti i punti di vista. Nemmeno il dato, purtroppo sconcertante dei decessi avvenuti per incidenti causati da una cattiva condizione delle strade, ha cambiato le cose. Pensate nel 2006, dunque 9 anni fa, in Italia si erano registrati 238.000 sinistri, con la morte di 5.700 persone e 333.000 feriti.

L'Agrigento-Palermo interessata dal crollo (Palermo.Repubblica)
L’Agrigento-Palermo interessata dal crollo (Palermo.Repubblica)

Una statistica allarmante, senza dubbio, anche se nell’anno 2014, gli incidenti stradali sono stati 73.688 con circa 1727 vittime. Insomma, c’è ancora da lavorare su questo aspetto, magari completando i tanti chilometri di strada interessati da lavori interminabili anche nel periodo estivo, dove il cosiddetto “bollino nero” caratterizza le vacanze dei turisti, alle prese con percorsi che nemmeno la Parigi-Dakar presenta ai piloti partecipanti. Ma, dal 2006, è veramente cambiato qualcosa? A quanto pare, eccezion fatta per il calo delle vittime, la situazione è peggiorata in base agli ultimi avvenimenti che dovrebbero far riflettere tutti, a cominciare dalle istituzioni e da chi gestisce la viabilità in Italia. Vediamo, così, gli ultimi casi di strade poco controllate che hanno provocato, in alcuni, casi anche tragiche scomparse. Nel dicembre 2014, l’Agrigento-Palermo è entrata nel libro nero della manutenzione a causa del crollo del viadotto Scorciavacche 1, seguito da un altro cedimento del ponte Scorciavacche 2 nel mese di febbraio 2015. Per fortuna, nessun morto e ferito in virtù della chiusura della zona avvenuta solo pochi mesi prima del primo crollo. Per dovere di cronaca, ricordiamo che gli stessi viadotti erano stati inaugurati in pompa magna solo da qualche tempo.

Il cedimento avvenuto sulla SS 554 (IlGiornale)
Il cedimento avvenuto sulla SS 554 (IlGiornale)

Da un’isola a un’altra. Dalla Sicilia alla Sardegna, con la Strada Statale 554 protagonista in negativo. Ben 400 milioni di euro spesi dall’Anas tra manutenzione e controlli che non hanno sortito l’effetto sperato. Tra i mesi di febbraio e marzo, infatti, il tratto di strada che interessa la zona di Cagliari ha ceduto, provocando una voragine di quasi un metro. Anche qui, fortunatamente, nessun serio danno ai cittadini che da tempo lanciavano il loro grido di allarme per la situazione venutasi a creare. Non se la passa bene nemmeno la “storica” A3, la Salerno-Reggio Calabria, interessata dai lavori sin dal dopoguerra, ma anche da “morti bianche”. L’ultima avvenuta lo scorso 2 marzo, quando un operaio 25enne, Adrian Miholca, morì a causa di un crollo improvviso di una campata del Viadotto Italia che, per un solerte destino, non ha mietuto altre vittime. L’ultimo incidente, in ordine temporale, riguarda l’Autostrada Palermo-Catania, interessata da un cedimento del Ponte Himera, tuttora chiusa al traffico.

Il mezzo di lavoro del povero Adrian Miholca, morto sulla Salerno-Reggio Calabria (Corriere.it)
Il mezzo di lavoro del povero Adrian Miholca, morto sulla Salerno-Reggio Calabria (Corriere.it)

Questo provvedimento, necessario per garantire la sicurezza, sta arrecando danni incalcolabili ai cittadini siciliani, e non, costretti a percorsi alternativi poco comodi. Per riaprire il tratto di strada saranno necessari ben 30 milioni di euro che, scommettiamoci, andranno a gravare sulle tasche dei contribuenti italiani. Proprio quest’ultimi, nonostante paghino tasse molto alte, non notano progressi su tutto, anche sulla questione “strade sicure”. La speranza è rappresentata dal cambiamento che potrebbe esserci un giorno, nel quale tutti gli avvenimenti trattati in questo articolo siano un lontano ricordo. Intanto, massima prudenza.

Il crollo della Palermo-Catania (Strettoweb)
Il crollo della Palermo-Catania (Strettoweb)

Foto in evidenza: eidosnews.it