Una bomba ci si attendeva e una bomba è: da oltre due anni i patiti dei cinecomic (specie la frangia DC) scalpitava per l’adattamento sul grande schermo di Suicide Squad. Ovvero la risposta DC a The Avengers, il cinecomic corale del competitor Marvel, nonché più che succulenta anticipazione di Justice League, atteso per l’anno prossimo. Sotto la direzione di David Ayer (reduce dal bel Fury), un cast eterogeneo e accattivante guidato da Will Smith, Viola Davis e Margot Robbie balla sul grande schermo sulle note delle strisce DC Comics di Squadra Suicida, apparsa per la prima volta a fumetti nel 1959. Con l’aggiunta del Premio Oscar Jared Leto, impegnato nell’arduo confronto coi due storici Joker, rappresentati da Nicholson e Ledger, e della top model Cara Delevingne. Un materiale potenzialmente esplosivo, ben sfruttato da Ayer, aiutato da un montaggio impeccabile, firmato John Gilroy (fratello del regista Dan, e supportato da una soundtrack esaltante, seppur un po’ ruffiana, composta da Kanye West, White Stripes ma anche Eminem e Queen.

Nell’universo DC, Suicide Squad è ambientato poco dopo la morte di Superman (con cui era terminato Batman v Superman – Dawn of Justice). I vertici del Pentagono sono alla disperata ricerca di un nuovo guardiano del bene, non potendosi fidare ciecamente di Batman. La soluzione la fornisce l’agente governativo Amanda Waller (Viola Davis): creare un task force di uomini dotati di poteri sovrumani. Tali superuomini verranno selezionati tra i peggiori criminali in circolazione, dall’infallibile sicario Floyd Lawton/Deadshot (Will Smith) a Chato Santana/El Diablo (Jay Hernandez), in grado di governare il fuoco. Viene coinvolta anche la bellissima nonché letale Harley Quinn (Margot Robbie), ex psichiatra adesso innamorata del folle Joker, e la squadra viene posta sotto il comando dell’esperto militare Rick Flag (Joel Kinnaman), che a sua volta si innamora di June Moon, archeologa prigioniera di un antico spirito malvagio chiamato l’Incantatrice. Proprio questa creatura si rivelerà la peggiore minaccia per l’umanità, a cui dovrà porre rimedio la Squadra Suicida.

Il pericolo videoclip, scorgendo le tracce della colonna sonora e dando un’occhiata al trailer, era dietro l’angolo: David Ayer riesce invece nell’intento di rendere Suicide Squad ben più di una carrellata di sequenze al massimo della velocità ipertrofizzate da una trascinante soundtrack. Il concerto polisinfonico rappresentato dai criminali della Squadra è gradevole e teso quanto basta. Merito di un casting coraggioso e convincente e dell’aggiunta di abbondanti dosi di ironia (ma siamo pur sempre in un cinecomic DC). In definitiva, Suicide Squad, lontano dal rappresentare il miglior cinecomic di sempre, rimane un validissimo prodotto in grado di mantenere le premesse.

[Photo Credits: DC Entertainment/Roman Vasyanov]