All’inizio del 1964, Paul McCartney, il più viveur dei quattro Beatles, un giorno viaggiava spedito tra le strade di Liverpool, pigiando sull’acceleratore come se non ci fosse un domani. E siccome siamo in Gran Bretagna, anche se sei il bassista della band più famosa del mondo in quel momento storico, se incroci un vigile un bel ritiro della patente non te lo toglie nessuno. Così, costretto a farsi scarrozzare da un autista, il 21enne Paul si fa portare a casa di John Lennon, ma durante il tragitto ha un brevissimo ma iconico scambio di battute con lo chaffeur: “Lavora duro, sir?“, chiede McCartney, “Otto giorni a settimana“, risponde seccamente l’altro. La freddura piace così tanto a Paul McCartney che decide sul momento di farne il tirolo di un brano: Eight days a week, contenuto nell’album Beatles for Sale, uscito alla fine del ’64, solo due mesi dopo la pubblicazione di A Hard day’s night. Eight days a week è anche il titolo che un illustre fan dei quattro di Liverpool, Ron Howard, ha scelto per il suo documentario, ospite d’onore delle sale di mezzo mondo (Europa, USA, ma anche Giappone e Australia) dal 15 al 21 settembre e disponibile in streaming negli Stati Uniti sulla piattaforma Hulu da giorno 17.

Per realizzare The Beatles: Eight days a week – The touring years, Howard ha messo a punto una macchina di grossa cilindrata: prodotto dallo stesso Howard e Brian Grazer (costo complessivo 12,2 milioni di dollari) e scritto da Mark Monroe con la consulenza di McCartney, Ringo Starr e Yoko Ono, il documentario si avvale di una colonna sonora masterizzata in digitale da Giles Martin, figlio di George, leggendario produttore della band britannica, scomparso lo scorso marzo. Il film racconta per parole, musica e immagini (alcune inedite) i tour affrontati dai Beatles dal 1962 fino al concerto finale di San Francisco del 1966.

La critica statunitense, sintetizzata dai portali Rotten Tomatoes a Metacritic, ha espresso pareri perlopiù positivi sull’opera di Ron Howard, giudicandola tappa obbligata per gli amanti dell’immortale band inglese. Effettivamente, vedere i Beatles in 4K – così il film verrà resto disponibile su Hulu – e ascoltarli con audio restaurato promette di essere un’esperienza audiovisiva sublime.

[Photo Credits: Fiona Adams/Redferns]