Se è vero che ogni estate si differenzia per la sua colonna sonora, quel brano che tutti si ritrovano inevitabilmente a canticchiare almeno una volta al giorno, quella del 2015 sembrerebbe essere la prima stagione calda a non avere il classico tormentone estivo: al Coca Cola Summer Festival è “El Mismo Sol” di Alvaro Soler a esser stata nominata canzone dell’estate, in quanto non tutti hanno presente la faccia del cantante ma chiunque ha sentito e apprezzato il suo singolo; ma anche “Cheerleader” di OMI passa con assidua frequenza nelle radio e nelle teste di tutti noi, così come “El Perdon” di Enrique Iglesias e Nicky Jam. Quindi ancora una volta sono le canzoni straniere, in particolar modo quelle spagnole, a tener testa all’estate e a farci ballare nelle spiagge, ma per questo 2015 l’Italia si difende molto bene sulle note di “Maria Salvador“, cantata dal noto rapper J-Ax e Il Cile. Un’estate, quella del 2015, che è caratterizzata dal fatto di non avere uno e un solo tormentone estivo, ma più hit da non dimenticare, perché il vero successo discografico summer edition si crea e non si distrugge mai, un po’ come l’intramontabile “Macarena” firmata Los Del Rio, che a distanza di ventun’anni cantano e ballano ancora tutti.

Ma c’è una curiosità a cui forse nessuno ha mai prestato particolarmente attenzione: come si costruisce un tormentone estivo? Come nasce? La risposta, a quanto pare, è nel portafogli. Stando a quanto riferito da una recente ricerca, infatti, le hit estive sono vere e proprie macchine da guerra che superano, spesso, il milione di dollari. La National Public Radio americana ha dedicato addirittura un’intera trasmissione a questo fenomeno, per poter spiegare al meglio ogni singolo passaggio necessario per far entrare una canzone nelle teste della gente con prepotenza, raggiungendo tutti gli ombrelloni, le radio e diventando inevitabilmente indelebile. L’esempio fatto dalla radio americana è quello di “Man Down” di Rihanna, della quale tutti ricorderanno almeno il ritornello: solamente per la realizzazione della melodia e la stesura del testo, un lavoro di circa dodici minuti, sono stati sborsati 50mila dollari che, tra registazione del singolo e affitto della sala, sono diventati presto 78mila senza pensare, poi, alla cifra aggiunta per la pratica chiamata Payola, ovvero i soldi che le case discografiche investono per far trasmettere la canzone in radio garantendone il successo indiscusso. Insomma, per farla breve il costo finale di un solo tormentone estivo è pari o superiore a 1,2 milioni di dollari, considerando anche il videoclip. E immaginate quanto sia costoso incidere un disco contentente circa una dozzina di potenziali tormentoni?

Ciò che non dobbiamo sottovalutare, per quanto riguarda la creazione delle hit, è soprattutto il duro lavoro delle case discografiche che si mettono letteralmente a tavolino a scrivere, a creare il potenziale tormentone estivo parola per parola per il quale, successo o meno, sanno già che dovranno spendere una cifra non indifferente, cercando soprattutto di rispettare l’ingrediente magico di ogni ricetta per il successo di un brano, ovvero il non avere troppa qualità: sono i ritmi reggae, le parole buttate a caso, le basi latine, le rime facili ma necessarie e i vocalismi banali, infatti, a fare in modo che il singolo inizi la sua scalata verso il boom estivo. E l’arrivo del successo, senza la minima ombra di dubbio, ripaga in ampi sorrisi di tutti gli sforzi fatti e gli assegni firmati.
La formula segreta di una hit è dunque la semplicità e l’allegria che trasmette tipo, tanto per citarne un’altra, “Vamos a La Playa” firmato Righeira che, un po’ come “Il Mondo” di Jimmy Fontana risalente all’estate dell’ormai lontano 1965- un concetto di hit estiva decisamente diverso da quello odierno- deve risultare un vero tormentone sin dalla prima frase per sfondare le radio, le classifiche e i nostri timpani fino allo sfinimento. E mentre “El Mismo Sol” continua a scalare le vette delle classifiche e la voce di Alvaro Soler riempie i lunghi viaggi in macchina e le serate nei pub, noi ancora non riusciamo a capire bene se questo tormentone estivo ci piaccia o meno ma, in fondo, poco importa perché in ogni caso ci ritroveremo a cantarlo comunque per ancora tanto altro tempo.

[Fonte Cover: salentoclub.it]