Donna carismatica e magistralmente tagliente con le parole, Selvaggia Lucarelli in pochi anni si è conquistata una forte identità sui media, tanto da poter essere oggi considerata di diritto una ‘influencer’. Personaggio cross-mediale – oscilla tra la conduzione radiofonica su Radio m2o e i suoi interventi in veste di opinionista TV, tra la scrittura editoriale e le pagine del suo blog Stanza Selvaggia o di Libero – Selvaggia è amata da oltre 300.000 follower che sui social seguono le sue puntuali frecciate, talvolta veri e propri schiaffi contro il personaggio noto o strappato dal quotidiano reo di aver compiuto un passo falso.

Come non amarne la schiettezza, l’autoironia e la proverbiale capacità di ammonire uomini o donne attirando dietro di sé un continuo scroscio di applausi?
Abbiamo provato a conoscere meglio Selvaggia in una chiacchierata a Tu per Tu.

La gente ama il tuo essere diretta e intelligentemente ironica. Il tuo seguito sui social è considerevole. Ma non è stato sempre così, immagino. Come è nato tutto?

Selvaggia: In realtà il mondo social mi ha dato subito grandi soddisfazioni, non ho faticato molto. Il mio blog dieci anni fa fu l’inizio di tutto quello che è’ arrivato dopo, dalla tv alla radio alla carta stampata. Su fb ho comunque impiegato un paio d’anni ad avere questi numeri, perché all’inizio non ne avevo compreso le potenzialità. Il segreto è, oltre a un talento per la comunicazione, ritenere i social non cazzeggio ma una parte fondamentale e determinante del proprio lavoro. Io su fb non perdo tempo, lo investo.

Non solo personaggio mediatico e televisivo, ma potremmo oggi definirti quasi una influencer della rete, amata dalle donne e desiderata – talvolta criticata – dagli uomini. Ti riconosci in questa definizione? Ti lusinga o ti annoia?

Selvaggia: Mi piace. So che c’è diffidenza e snobismo nei confronti del termine influencer, ma trovo che sia solo una definizione moderna per dire “la penna influente”, “l’editorialista influente”. Ci sono indubbiamente delle personalità in rete che creano dibattito, opinione. Come le vogliamo chiamare? Opinionisti? Arruffapopoli? Non sarebbe esatto, perché nessuno solleva le masse, però c’è qualcuno che condiziona o orienta i dibattiti e i contraddittori, questo sì. Mi lusinga, talvolta perfino mi stupisce perché soprattutto nell’ultimo anno la gente per strada mi ferma per discutere di cose che ho scritto, non per l’autografo. Le donne sono più affettuose, gli uomini più spaventati.

Più volte ironizzi sulla figura maschile, oggi poco affascinante e noiosamente scontata. Se dovessi riassumere in 4 punti le cose in cui gli uomini d’oggi peccano nell’approccio alle donne e le deludono, quali sarebbero?

Selvaggia: Delegano alla tecnologia lo spazio e il piacere del corteggiamento fatto di gesti concreti. Hanno paura di rischiare responsabilità o fallimenti, quindi sono terribilmente noiosi, prevedibili, misurati. Hanno un regresso adolescenziale che li rende dipendenti dal flirt, supportati dai social, dalle chat e dal resto. Sono scarsamente virili. Oggi trovare un uomo che ti lasci sveglia una notte o anche un paio d’ore è probabile quanto l’impatto di un meteorite sul formicaio del mio giardino.

Credits: Maxim
Credits: Maxim

Se non avessi mai avuto l’opportunità di entrare in questo mondo, oggi chi sarebbe Selvaggia Lucarelli?

Selvaggia: Penso che mi dedicherei a una professione legata ai viaggi. Mi piacciono moltissimo gli hotel, l’idea che siano case in cui si incrociano storie e vite lontane. Ecco, se avessi le possibilità economiche comprerei un hotel, sarebbe il mio piano B. A patto poi di non diventare scema come Paris Hilton.

TV Trash, sei d’accordo? Cosa rimproveri alla TV di oggi?

Selvaggia: E’ polverosa e stantia. L’intrattenimento è o trash o da cariatidi. C’è un’ottima offerta tra programmi alti, tra i talk politici, e un livellamento verso il basso nell’intrattenimento. Il che da un punto di vista culturale e’ un disastro: chi ha cultura trova stimoli, chi non la possiede si abbrutisce sempre di più guardando programmi osceni.

Una delle trasmissioni più additate è Pomeriggio Cinque. Condotto da te come sarebbe?

Selvaggia:Non lo condurrei mai perché è’ un programma nazionalpopolare con un target ben preciso e io non sono nazionalpopolare. Non funzionerei, non sarei capace di intervistare Gegia col suo toy boy e fingere empatia.

Omosessualità in TV e sui media: se ne parla troppo, se ne parla male, o se ne parla troppo poco?

Selvaggia: Se ne parla tanto e questo è un bene. Ma direi che il problema ora non è più parlarne, bensì fare chiarezza. Su matrimoni, adozioni, diritti civili. Siamo indietro anni luce rispetto ad altri Paesi europei.

Chi è Selvaggia nel quotidiano? Qual è la tua giornata tipo?

Selvaggia:Accompagno mio figlio a scuola in stato comatoso alle otto e mezzo, poi radio alle 10 (m2o), poi pranzo spesso fuori, scrivo i miei pezzi per Libero, il libro, seguo i social, riprendo mio figlio, lo porto a fare basket o teatro, la sera a casa con Leon o cena con le amiche. In mezzo ci sono le variabili. Magari un fidanzato, chissà.

Com’è Selvaggia ai fornelli?

Selvaggia: Come Giuliano Ferrara al bilanciere.

Quella volta con…? L’incontro che non potrai mai dimenticare.

Selvaggia: Ieri ho visto Franca Sozzani in giro per Milano con un assistente giovanissimo che le portava il Barboncino. L’addetto al Barboncino mi mancava!.

Il commento più fastidioso sui social da chi lo hai ricevuto e cosa diceva?

Selvaggia: Spesso mi scrivono vai a lavorare, come se l’unico mestiere universalmente riconosciuto come faticoso fosse il minatore. Io lavoro tantissimo e scrivendo non posso mai permettermi di non essere lucida, di lasciarmi sopraffare da preoccupazioni, ansie o distrazioni. Se ho una giornata no, crolla tutto.

selvaggia lucarelli intervista

Parliamo del tuo libro, Che ci importa del mondo. Nell’abstract si legge: “Viola si è ritagliata il ruolo di femminista rampante e severa fustigatrice di usi e costumi maschili” Quanto c’è di te in Viola, la protagonista del tuo romanzo?

Selvaggia: Molto di me, poco della mia vita. Il carattere di Viola e’ il mio, quello che le accade e’ quello che vorrei accadesse nella mia vita. Mi piacerebbe una storia d’amore con qualcuno che faccia politica con passione, che creda che le idee possano cambiare il mondo, vorrebbe dire aver trovato l’ultimo dei romantici.

A cena con Selvaggia Lucarelli: l’argomento ‘must have’ e l’argomento tabù?

Selvaggia: Mi piace chi vuole sapere della mia infanzia, questo tipo di curiosità denota un interesse profondo. Vuol dire che ti interessa sapere da dove arrivo, oltre che dove andremo dopo cena. Detesto chi mi parla di ex. Voglio gente col cuore sgombro.

La domanda che non ti hanno mai fatto, ma alla quale avresti tanto voluto rispondere?

Selvaggia: Perché secondo te hanno dato il Pulitzer a quello anziché a te!?

[Credits photo: Gentile concessione di Selvaggia Lucarelli]