“La moto non è solo un pezzo di ferro, anzi, penso che abbia un’anima perché è una cosa troppo bella per non avere un’anima. La moto è come una bella donna, delle volte è arrabbiata, delle volte ti dà grandi soddisfazioni, ma devi sempre stare attento a non farla arrabbiare”. Valentino Rossi, quando pronunciò queste parole, aveva già fatto capire di che pasta fosse fatto, anche perché l’amore verso le moto o ce l’hai o non ce l’hai. Un campione in pista e fuori, capace di mettere tutti d’accordo, o quasi, per le sue imprese sportive che hanno fatto innamorare migliaia di persone. Da almeno 20 anni, il pilota marchigiano è sulla cresta dell’onda proprio per le sue vittorie, intervallate da episodi e polemiche che lasciano il tempo che trovano. Un segreto di Rossi è proprio questo: isolarsi nei momenti più difficili della sua carriera e tirare fuori tutta la grinta necessaria per superare i periodi no che capitano specialmente a chi è abituato a mietere successi.

Nato a Urbino, Valentino Rossi inizia a conoscere il significato della parola cambiamento già dalla tenera età, quando dovette abbandonare la sua città natale per trasferirsi a Tavullia, piccola cittadina delle Marche più tranquilla e adatta a chi vuole coltivare la propria passione. Su questo, l’allora ragazzino aveva le idee chiare già dopo pochi anni, con i motori, soprattutto sulle due ruote, che facevano emozionare Rossi in qualunque ora della giornata. Grazie a suo padre Graziano, pilota del motomondiale degli anni ’70, così, Rossi junior iniziò a prendere confidenza con propulsori, “immergendosi” nel mondo kart e poi in quello delle minimoto. Un antipasto niente male per quello che sarebbe accaduto da lì a poco. A 13 anni, infatti, inizia a guidare l’Aprilia Futura 125, per poi fare il grande salto nel 1996, quando l’esordio nella categoria 125 del motomondiale fu veramente realtà. Da quel momento in poi solo successi per Rossi che, in pochi anni e fino al 2013, ovvero ai giorni nostri, vince tre titoli iridati nelle categorie 125, 250 e 500, oltre agli otto titoli nella classe MotoGP.

Tutti successi che gli valgono due record: primo e unico pilota ad aver vinto il mondiale in quattro classi differenti e 228 Gran Premi consecutivi in sella ai bolidi delle due ruote. Insomma, un campione con la C maiuscola che, ormai da molto tempo, deve lottare con i detrattori. Secondo qualche addetto ai lavori, infatti, Rossi è ormai diventato vecchio, con i riflessi che non sono quelli di un tempo. Tutte parole che vanno a scontrarsi con i fatti attuali, che raffigurano la difesa di Valentino Rossi, bravo a far parlare sempre i numeri. In questa stagione, sulla sua Yamaha, il numero 46 denominato “The Doctor” (in virtù della la laurea ad honorem conferita nel 2007 dall’Università di Urbino) sta deliziando le platee presenti sugli spalti o sui divani di casa, con sorpassi al limite dell’impossibile che fanno accendere gli entusiasmi a chi ama veramente i motori. A 36 anni, con 179 punti in classifica che gli valgono la vetta del mondiale MotoGP 2015, il “poeta” cercherà il suo 10° titolo mondiale, perché “Rossi c’è” e ci sarà sempre, con la “pensione” che può attendere…

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