Vai al contenuto
BYD ATTO 3 EVO 2026 SUV elettrico vista dinamica fronte tre quarti

Il giallo è scoppiato alla vigilia del giorno più atteso da chi lavora negli stabilimenti italiani di Stellantis. Il 18 maggio una delegazione del costruttore cinese BYD avrebbe visitato la fabbrica di Cassino: a confermarlo, in serata, il sindaco di Piedimonte San Germano Gioacchino Ferdinandi. Ventiquattro ore dopo, il 19 maggio, BYD Italia ha diffuso una nota ufficiale per smentire tutto. «Non vi è stata alcuna visita». Sullo sfondo, lo stabilimento laziale che nel primo trimestre 2026 ha prodotto solo 2.916 vetture (-37,4% sul 2025, dati Fim-Cisl) e il piano industriale Stellantis che verrà presentato il 21 maggio ad Auburn Hills.

La smentita ufficiale di BYD

La nota diffusa dall’ufficio stampa di BYD Italia il 19 maggio è secca e perentoria: «In relazione a quanto riportato pochi minuti fa su alcuni organi di stampa, BYD smentisce quanto dichiarato dal sindaco di Piedimonte Sangermano su indiscrezioni sindacali in relazione ad una visita dell’azienda presso lo stabilimento di Cassino nella giornata di ieri. Non vi è stata alcuna visita».

La precisazione arriva dopo una giornata in cui diverse testate avevano rilanciato la notizia, alimentata da fonti sindacali e poi avallata dalle parole del primo cittadino di Piedimonte San Germano, il comune in cui sorge fisicamente l’impianto noto come Cassino Plant.

La versione del sindaco e dei sindacati

Il sindaco Gioacchino Ferdinandi, dopo la smentita della casa cinese, non ha ritrattato la propria versione. Le voci di una visita BYD erano state riferite da fonti sindacali nel pomeriggio del 18 maggio, e in serata il sindaco aveva confermato pubblicamente l’arrivo di una delegazione.

Sul fronte sindacale, Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, ha denunciato il «silenzio preoccupante» di Stellantis sul futuro di Cassino, chiedendo «garanzie precise» affinché il polo laziale non diventi una «fabbrica cacciavite», cioè un impianto di sola assemblaggio senza nuove piattaforme produttive assegnate.

L’antefatto: Stella Li a Londra il 13 maggio

Il caso non nasce dal nulla. Il 13 maggio Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD, ha partecipato alla conferenza Future of the Car del Financial Times a Londra. In quell’occasione ha dichiarato apertamente che il gruppo cinese sta valutando l’acquisizione di stabilimenti europei sottoutilizzati: «Stiamo parlando non solo con Stellantis, ma anche con altre aziende». Sul marchio Maserati, prodotto proprio a Cassino con la Grecale, Li ha aggiunto: «Molto interessante, ma non abbiamo ancora intrapreso alcuna azione».

Nei giorni successivi diversi quotidiani economici – tra cui Bloomberg, Il Sole 24 Ore e l’Automobile dell’ACI – hanno indicato Cassino e Mirafiori come i due siti italiani nel radar del costruttore di Shenzhen. Va ricordato che dal 2024 BYD ha come Special Advisor per la strategia europea Alfredo Altavilla, ex dirigente Fiat-FCA con una conoscenza approfondita degli impianti italiani.

Cassino, 20 giorni di lavoro in cinque mesi

I numeri dello stabilimento aiutano a capire perché ogni segnale venga letto con grande attenzione. Secondo i dati Fim-Cisl, nel primo trimestre 2026 Cassino ha prodotto 2.916 vetture, in calo del 37,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’impianto ha lavorato per circa 20 giorni complessivi nei primi cinque mesi dell’anno e produce oggi Alfa Romeo Giulia, Alfa Romeo Stelvio e Maserati Grecale, senza nuove piattaforme assegnate al 2026.

A differenza di Pomigliano d’Arco, che ha ottenuto la produzione della nuova e-car compatta Stellantis dal 2028, il sito di Cassino resta senza un’assegnazione industriale di lungo periodo. Questa è la cornice in cui si è sviluppato il giallo della presunta visita.

21 maggio: il giorno del piano industriale Stellantis

L’altro nodo della vicenda è il calendario. Il 21 maggio Stellantis presenterà ad Auburn Hills il nuovo piano industriale, il primo firmato dal CEO Antonio Filosa. In Consiglio regionale del Lazio, il presidente Francesco Rocca ha già anticipato la propria posizione: «Sono pronto a siglare un patto con le opposizioni su questo tema, perché non vi siano divisioni ideologiche». E sul gruppo automobilistico ha aggiunto: «La fiducia è sotto zero. Ho una diffidenza importante», riferendo di aver detto direttamente a Filosa che eventuali chiusure dovrebbero partire dalla Spagna, non dall’Italia.

La smentita BYD chiude (per ora) lo scenario di una trattativa già in corso. Ma il quadro complessivo – capacità produttiva inutilizzata, dichiarazioni di Stella Li, posizioni politiche e attesa per il piano Stellantis – tiene aperta la partita sul futuro industriale di Cassino.

Leggi anche

Altre notizie: BYD