Può la Sinistra riuscire a trovare un’alternativa valida e competitiva al Pd di Matteo Renzi? Questa la domanda che molti cronisti politici tendono a porsi sin dalla vittoria dell’attuale Presidente del Consiglio nelle Primarie del Partito che l’ha consacrato in una cavalcata vincente, coronata da numeri confortanti (aiutato anche da un momento di oggettiva difficoltà delle opposizioni). Ma a distanza di tempo, dopo i risultati delle Elezioni Regionali che non hanno soddisfatto a pieno, e in seguito ad un percorso travagliato e incompleto di riforme iniziato al fianco di Berlusconi e osteggiato fin dall’inizio, la voce dei dissidenti s’è fatta sempre più grossa e l’uscita di Civati e Fassina non è altro che la conseguenza naturale di una visione della politica a tratti incompatibile. Ma difficile stabilire da adesso quali possano essere le reali possibilità di farcela di un Movimento che si collochi su politiche e scelte più radicali, decidendo di correre da solo alle prossime Politiche.

[Photo Credits: agi.it]
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Civati e la sfida di “Possibile”

Civati lascia il Pd e dà il via ad un nuovo Movimento che chiama “Possibile”; questa la scelta forse inevitabile per un politico che da troppo non riusciva più a trovare una forma di dialogo con Renzi nonostante una spinta riformatrice e di “rottamazione” che avevano condiviso all’inizio del loro cammino all’interno del Partito Democratico. Civati prova a restare protagonista ma lo fa stavolta decidendo di ricominciare da capo, con quello che a tratti a molti ha ricordato lo spirito delle prime Leopolde, ma, con un programma e dei possibili alleati ancora da definire. A chi ritrova una somiglianza con il “Podemos” spagnolo, Civati risponde che “Possibile” sarà diverso, la base per una possibile forza unitaria di Sinistra che debba aprire tanto alla Coalizione Sociale di Landini, quanto a Sel e a Vendola visto come un interlocutore naturale.

[Photo Credits: articolotre.com]
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La scelta di Vendola

Intanto alla prima assemblea nazionale di “Possibile” non è mancato Nichi Vendola a voler dimostrare che quello è solo il primo passo verso qualcosa di più grande e di unitario per la Sinistra. La grande differenza rispetto agli ultimi tentativi fallimentari, si potrebbe sintetizzare nelle frasi del leader di Sel che s’è mostrato disponibile alla possibilità di sciogliere il suo Partito; il particolare che potrebbe sembrare piccolo in realtà nasconde la voglia di provarci e soprattutto la speranza che stavolta si possa riuscire davvero. Quanto possa adesso contare a livello di voti l’apporto di Vendola è difficile dirlo, e altrettanto lo è stabilire se la presenza di molte anime variegate all’interno della nuova grande Coalizione possa o meno causare difficoltà nel trovare una strada univoca. Fassina, Civati, lo stesso Vendola, Cofferati e il leader Fiom Landini sono tutti possibili leader e seppur con l’intento di trovare una soluzione vincente per la Sinistra, la strada da percorrere sembra molto lunga.

[Photo Credits: sinistraecologiaeliberta.it]
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Davvero può farcela una Sinistra alternativa a Renzi?

Il grande sogno di una Syriza italiana insomma passa dalla voglia stavolta di non fallire. Le prime strategie iniziano a delinearsi in prospettiva delle Elezioni Amministrative, che, si terranno nel 2016, con la possibilità che si vada a votare anche a Roma, dove il Pd in oggettive difficoltà potrebbe non farcela a riconfermare un proprio Sindaco, e con una Sinistra forte che potrebbe dire la sua. Il modello greco è tanto vicino quanto difficile da adottare, e il continuo bisogno di riferirsi a Tispras per qualcuno forse rappresenta l’impossibilità di riuscire a formare una coalizione forte senza un leader carismatico. Che a Sinistra di Renzi e del suo Pd, possa esistere una Sinistra alternativa questo è indubbio, che però questa riesca a dimenticare innumerevoli tentativi falliti di unirsi per poi ridividersi addossandosi colpe, e cercando di giustificare flop elettorali, quello soltanto alle prossime Elezioni si potrà dire.

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