Che cos’è la privacy per voi? Spesso valutiamo questo fenomeno nella vita privata, per esempio chiudendo le tende delle nostre finestre. Se mangiamo, balliamo o baciamo il nostro partner, non ci piace per nulla l’idea di essere visti da sconosciuti per strada o da un vicino. Ma in rete questo diritto resta tale? Ecco cosa mi ha chiesto Zoe:

Ciao Kiro

qualche giorno fa ho letto un commento di Mark Zuckerberg durante il Crunchie di San Francisco. Il ricco proprietario di Facebook ha detto il concetto di privacy è cambiato e a nessuno interessa, ma è così?

Grazie

Ciao Zoe. La tua preoccupazione in realtà è molto comune. Negli ultimi anni, soprattutto con il fenomeno dei social network, il mondo si è diviso in due: ci sono persone che non hanno molto interesse nella privacy e altre che la difendono a tutti i costi. Ma quale delle due fazioni ha ragione?

Questo è difficile dirlo. Un esempio tipico per spiegare la privacy si può collegare banalmente all’intimità. Andresti in bagno tenendo la porta aperta? Personalmente no, ma ci sono persone che riescono a farlo. Cammineresti nuda per strada? Probabilmente no, ma se tutti sono nudi forse si è più propensi a farlo.

E credo che il dilemma sia proprio in questo punto. Non nella nudità, ma nel sentirsi unici. Se il tracciamento dei dati in rete avviene su ogni singola persona, creando una sorta di scheda personale con nome, cognome, interessi e così via, allora la cosa diventa inquietante.

Se la raccolta dei dati avviene per aggregazione, vale a dire che non si conoscono le informazioni sulla persona, ma sul numero, allora credo che vada bene. Tanto per essere più chiari: se una società raccoglie i dati di quanti bevitori di vino ci sono nella mia città e io finisco nel gruppo di chi beve, allora va bene. Ma se on line appare una scheda con su scritto Kiro ha bevuto del Barolo ieri sera, sorseggiando 2 calici, allora la cosa non mi va più bene.

La legge dovrebbe garantire questo in termini di privacy. Assicurarci che nessuna lente finisca su ogni singolo utente, ma che i dati siano raccolti periodicamente e poi distrutti su aggregati di persone. Questo ovviamente è la mia idea e credo sia lontana dagli estremisti di entrambi i gruppi di pensiero.

Se avete idee diverse lasciate pure un commento. Se avete altre domande, invece, usate i social network con l’hashtag #chiediakiro. Alla prossima.