L’abbiamo conosciuta attraverso Chandelier, il singolo divenuto virale in pochissimo tempo grazie alle spiccate doti canore di Sia Furler (ex Zero 7), la cantante australiana originaria di Adelaide. Sì, stiamo parlando di Maddie Ziegler la dodicenne tutta frangia e biondo platino che si esibisce nei videoclip dell’artista già dal 2014, anno della pubblicazione del primo successo mondiale.
Sarà per via delle sue qualità eccelse di ballerina affermata che lo spettatore non riesce a fare a meno di soffermarsi e ad ammirare le sue performance, ma fatto sta che ad arricchire la sua presenza sul set del video musicale, ci hanno pensato anche quell’inconfondibile caschetto biondo e il body color carne che nel giro di qualche visualizzazione hanno scatenato e conquistato milioni di spettatori.

Ma da dove arriva questo talento?
Maddie Ziegler era una delle protagoniste del reality show americano “Dance Moms“, la serie tv che ha debuttato sul canale Lifetime nel 2011, ambientata a Pittsburgh in Pennsylvania alla Abby Lee Dance Company. Le vicende delle piccole ballerine (tutte tra gli otto e i quindici anni) del Junior Elite Competition Team venivano documentate ogni settimana, mettendo in risalto i sacrifici, i momenti di gioia e di difficoltà delle madri impegnate nel crescere questi giovani talenti. Molte “dance moms”, infatti, durante il programma avevano sviluppato un’accesa rivalità rendendo la trama ancor più interessante (gli sceneggiatori avevano previsto la realizzazione di una “piramide” mostrando quali ballerine fossero le più meritevoli, creando così non poche invidie e situazioni di attrito).

Ecco perché la cantautrice non poteva farsi sfuggire l’occasione di scegliere proprio Maddie come suo alter ego da piazzare sul set dei videoclip che di lì a poco sarebbero sorti dal progetto discografico di 1000 Forms of Fear(la copertina raffigura il suo caschetto biondo inquadrato da dietro). È risaputo oramai da tempo che la cantante non ama particolarmente apparire in pubblico, specie quando si tratta di mimare e danzare il testo di una canzone in set musicale. E Maddie faceva proprio al caso suo: vitalità e coraggio per il suo “Swing from a chandelier” (che letteralmente significa avere uno stile di vita estremo, passare da una festa all’altra, senza pensare alle conseguenze dei propri eccessi).
Ma godersi l’attimo non è sempre una scelta felice, non se si raggiunge un certo livello di auto-distruzione che spesso nei più giovani risulta un facile escamotage volto ad impressionare gli altri e Sia, dopo un passato burrascoso, oggi ne sa qualcosa. Ecco da dove sembra derivare il suo odio per la celebrità e il video di Chandelier è fortemente esplicativo. La ballerina, protagonista del videoclip, si contorce in una strana danza oscillando tra l’eleganza dei movimenti e l’impacciataggine causata dalla dipendenza dell’alcol (“1, 2, 3, 1, 2, 3, drink, throw ‘em back ’til I lose count” ossia “un drink dopo l’altro, li butto giù finché non perdo il conto“).

Elastic Heart invece segue Chandelier in termini di pubblicazione, e così il 7 gennaio 2015 viene rilasciato dalla casa discografica proponendo un ulteriore video, considerato una sorta di sequel del precedente, con protagonista sempre la piccola Maddie Ziegler. Questa volta però non sarà l’unica danzatrice a comparire nel video, ma ad affiancarla troviamo infatti una seconda figura statuaria ben più grande e possente di lei, l’attore Shia LaBeouf (scelta che ha provocato non poche critiche da parte degli spettatori), che era noto al pubblico grazie a Transformers. I due, tra volteggi e capriole, si dimenano cercando uscire dalla trappola che li ha costretti in una enorme gabbia. Ed ecco ancora una volta riaffiorare il tormento dell’auto-distruzione, sintomo questa volta di una tossicodipendenza sempre più diffusa tra le celebrità e non solo, (il padre della stessa cantante era un tossicodipendente).

Ancora una volta sarà il caschetto biondo di Maddie Ziegler a presenziare sul palcoscenico, l’ alter ego già divenuto famoso e che certamente vedremo continuare a esibirsi in futuro.

[Fonte Cover Photo: deostatic.com]