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Corse

F1, GP Ungheria 2026: vince Norris, Antonelli allunga?

Luca Damiani · 26 Lug 2026
Kimi Antonelli con la Mercedes W17 davanti alla Ferrari SF-26 di Lewis Hamilton all Hungaroring nel GP Ungheria 2026

All’Hungaroring si è rotto un incantesimo che durava da cinque anni. Lando Norris ha vinto il Gran Premio d’Ungheria partendo dalla pole position, e non succedeva dal 2020 di Lewis Hamilton: dal 2021 in poi, su questo tracciato, chi partiva davanti a tutti non aveva mai visto la bandiera a scacchi per primo. È la prima vittoria stagionale del campione del mondo in carica e la prima della McLaren nel 2026, in un campionato che fino a ieri si erano divisi soltanto Mercedes e Ferrari. Alle sue spalle Max Verstappen e Kimi Antonelli, che con il terzo posto va alla pausa estiva con il margine più largo della sua stagione.

Il duello McLaren che ha deciso la gara

Norris ha perso la testa della corsa nel giro di duecento metri. Oscar Piastri ha impostato un cutback perfetto in curva 2, si è ripreso l’interno all’uscita e ha guidato la prima metà del Gran Premio con l’autorità di chi sa che all’Hungaroring, dietro, non si passa. Norris era più veloce e non riusciva a farne niente: la pista di Budapest resta un budello dove il vantaggio prestazionale si scioglie nell’aria sporca della macchina davanti, e l’Overtake Mode non basta a compensare quando il rettilineo utile è uno solo.

La radio del box McLaren si è scaldata in fretta. Norris ha chiesto la precedenza alla seconda sosta, la squadra gliel’ha negata e ha richiamato Piastri per primo, al giro 34. È lì che la gara si è ribaltata, ma non per una scelta: per il traffico. Piastri si è trovato Carlos Sainz sulla traiettoria mentre lo doppiava con le bandiere blu esposte, lo ha urtato all’uscita di curva 2 e ha sfogato tutto via radio; i commissari hanno poi penalizzato lo spagnolo di cinque secondi. Norris ha allungato lo stint fino al giro 40 e all’uscita dai box si è ritrovato davanti al compagno. Un overcut costruito sulla pazienza, non sull’aggressività.

Il capolavoro di Verstappen

Il sorpasso della giornata porta la firma di Verstappen. La Ferrari aveva anticipato la sosta di Hamilton al giro 14 montando la gomma dura, la Red Bull ha risposto immediatamente, e l’undercut sembrava aver funzionato per il numero 44. Verstappen se l’è ripresa in staccata all’ingresso di curva 1, in un punto dove frenare così tardi significa accettare di andare lunghi. Non è andato lungo. Con una RB22 che per tutto il fine settimana lo aveva fatto penare, il secondo posto è il massimo risultato disponibile, e se l’è preso in pista anziché al tavolino. «È stata una delle gare più dure dell’anno per come mi sentivo in macchina e per come ho dovuto gestire il bilanciamento, curva dopo curva. Finire sul podio è stato un risultato incredibile per noi», ha commentato a fine gara. Il team principal Laurent Mekies è stato ancora più netto: «Non siamo mai riusciti a dare a Max e Isack una macchina con cui attaccare».

Antonelli limita i danni e allunga

Il terzo posto di Antonelli vale più di quanto dica il podio. Partito settimo per la penalità rimediata in qualifica, è scattato con la gomma media e si è costruito il risultato con una strategia a due soste, passando entrambe le volte alla dura: un vantaggio di mescola sugli inseguitori che lo ha portato fino al gradino più basso del podio. L’idea iniziale era un’unica sosta, abbandonata quando le gomme posteriori hanno cominciato a cedere.

Il finale è stato tutt’altro che comodo. La Virtual Safety Car nata dal ritiro di Piastri ha regalato alle Ferrari una sosta quasi gratuita, e Antonelli se l’è ritrovato negli scarichi Hamilton con gomme nuove. «La virtual safety car ci ha complicato la vita, perché Lewis Hamilton ha avuto gomme fresche ed era subito dietro di noi. Ma siamo riusciti a portare a casa il terzo posto», ha spiegato il pilota Mercedes nel comunicato ufficiale del team. Il sorpasso non è mai arrivato.

Con 219 punti va in vacanza con cinquanta lunghezze su Hamilton e cinquantanove su Russell. «Non mi sarei mai immaginato di trovarmi in questa posizione a metà stagione, ma sono molto contento. È il modo migliore per arrivare alla pausa estiva», ha aggiunto. In una giornata in cui la Mercedes non aveva la macchina per vincere, il campionato si difende anche così.

La Ferrari sbaglia la gara da favorita

Questa era la domenica della Scuderia. Prima fila con Leclerc, passo gara che il venerdì diceva competitivo, un tracciato che sulla carta premiava il carico aerodinamico della SF-26. Il risultato è quarto e quinto posto, senza podio, con la Mercedes che allunga ancora nel Mondiale Costruttori.

Leclerc ha rovinato la sua gara in partenza, infilato prima da Verstappen e poi dal proprio compagno di squadra, e da lì ha vissuto una corsa di rincorsa chiusa con tre soste. Hamilton stava tenendo il quarto posto quando, a quattro giri dalla fine, si è preso cinque secondi di penalità per eccesso di velocità in pit lane: una sanzione che non si discute e che lo ha consegnato dietro al compagno. È il secondo weekend consecutivo che una penalità gli cancella un risultato, dopo i cinque secondi rimediati a Spa.

Sul finale la Scuderia si è giocata la carta della Virtual Safety Car, richiamando entrambe le macchine per le gomme fresche: Hamilton si è ritrovato appiccicato ad Antonelli con un evidente vantaggio di mescola, ma all’Hungaroring il sorpasso resta un’impresa e il podio non è arrivato. Il ritmo c’era, la domenica no.

Hamilton non si è nascosto dietro la sanzione: «Le penalizzazioni? È stata colpa mia, non ho nulla da rimproverare al team», ha detto, per poi puntare il dito sulla scelta strategica: «Non dovevamo fare quella sosta in più, perché abbiamo ceduto la seconda posizione». E la sintesi è la più dura di tutte: «Oggi avremmo dovuto vincere». Leclerc, dal canto suo, ha fotografato un problema che va oltre la singola domenica: «È molto difficile trovare la costanza con questa vettura. La cosa davvero strana è che nelle ultime tre gare è avvenuto l’esatto contrario di ciò che ci aspettavamo».

I delusi e i ritiri

Piastri è il grande sconfitto: secondo, in lotta per la vittoria, tradito da un cedimento al cambio al giro 56 che lo ha fermato all’uscita di curva 3. La Virtual Safety Car nata dalla sua McLaren ferma ha regalato al compagno di squadra una sosta quasi gratuita.

Domenica da dimenticare anche per George Russell: l’anti-stall è intervenuto allo spegnimento dei semafori, la Mercedes è rimasta piantata sulla griglia e il britannico è precipitato in fondo al gruppo. La rimonta fino al settimo posto è un buon esercizio di mestiere — negli ultimi giri ha anche sfiorato il sorpasso su Hadjar — ma sono punti pesanti lasciati per strada in una giornata in cui il compagno saliva sul podio.

La squadra si è presa la responsabilità senza giri di parole. «Il suo problema al via è stato interamente colpa nostra come squadra, e non è abbastanza buono. Ha già sofferto troppe volte per problemi del genere», ha dichiarato Toto Wolff nel comunicato del team, aggiungendo che la causa è ancora sotto esame. Non è un dettaglio: la Mercedes va alla pausa in testa a entrambi i mondiali, ma con una vulnerabilità che le è già costata punti più di una volta.

Gli altri due ritiri portano entrambi la firma della Cadillac, ed è il secondo doppio zero stagionale per la squadra americana: Valtteri Bottas si è fermato ai box con il freno anteriore sinistro in fiamme, Sergio Pérez ha segnalato via radio qualcosa che sbatteva sulla sospensione al giro 51 ed è rientrato lentamente per non tornare più in pista. Bene invece la Racing Bulls, che porta a punti sia Liam Lawson (ottavo) sia Arvid Lindblad (decimo), con Isack Hadjar sesto a completare una buona giornata per la galassia Red Bull.

Ordine di arrivo del GP d’Ungheria 2026

Pos Pilota Team Distacco
1 Lando Norris McLaren 1h39’56″180
2 Max Verstappen Red Bull +15″080
3 Kimi Antonelli Mercedes +18″728
4 Charles Leclerc Ferrari +23″840
5 Lewis Hamilton Ferrari +24″540 *
6 Isack Hadjar Red Bull +55″488
7 George Russell Mercedes +57″503
8 Liam Lawson Racing Bulls +1 giro
9 Nico Hülkenberg Audi +1 giro
10 Arvid Lindblad Racing Bulls +1 giro

* Hamilton include 5 secondi di penalità. Ritirati: Piastri (cambio), Pérez (sospensione), Bottas (freni).

Classifica F1 2026: piloti e costruttori dopo Budapest

Mondiale Piloti: Antonelli 219, Hamilton 169, Russell 160, Leclerc 138, Norris 128.

Mondiale Costruttori: Mercedes 379, Ferrari 307, McLaren 220, Red Bull 177, Racing Bulls 66.

La Ferrari rosicchia un punto alla Mercedes e chiude il gap a 72 lunghezze, ma è un bottino magro per una domenica cominciata dalla prima fila.

Cosa aspettarsi dopo la pausa

Il campionato si ferma per quasi quattro settimane e riprende il 21-23 agosto a Zandvoort con il Gran Premio d’Olanda, che merita un cerchietto rosso sul calendario per due motivi. Il primo: è l’ultima edizione di sempre, perché il contratto è stato prorogato di un solo anno e dopo il 2026 la Formula 1 lascia le dune olandesi. Il secondo: per la prima volta nella storia del circuito il weekend è in formato Sprint, con la qualifica sprint il venerdì, la Sprint il sabato mattina e la gara la domenica alle 15:00.

Per Antonelli significa arrivare a un fine settimana da 33 punti disponibili con cinquanta di margine da difendere, e su una pista dove il pubblico di Verstappen si aspetta l’ultimo saluto. Per la Ferrari, che a Budapest aveva la macchina e non il risultato, significa tre settimane per capire come mai la domenica continui a costare più del sabato. Fino ad allora, l’Hungaroring lascia in eredità una McLaren tornata a vincere proprio quando la stagione sembrava essersi incanalata su un binario a due sole squadre.

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