Unione Europea
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La Ue ha deciso di colpire duro l’auto elettrica cinese con nuovi dazi del 38,1%. Berlino e Pechino avvertono: rischio guerra commerciale.

le novità principali:

  • Arrivano i dazi per le auto elettriche cinesi: fino al 38,1%.
  • Berlino teme una guerra commerciale, Pechino minaccia contromisure.
  • Il mercato europeo delle auto elettriche rischia grosso: persi milioni di posti di lavoro.

Bruxelles conferma i dazi per contrastare i sussidi statali che danno un vantaggio sleale ai produttori cinesi. Lo scorso anno, la Cina ha esportato auto elettriche nell’Ue per 10 miliardi di euro, raddoppiando la sua quota di mercato all’8%. La Commissione europea ha deciso di agire dopo aver verificato che i produttori cinesi “beneficiano di sussidi ingiusti”, imponendo dazi a partire dal 4 luglio. I produttori colpiti includono Byd (17,4%), Geely (20%) e Saic (38,1%).

Non tutti sono d’accordo. Francia e Spagna appoggiano i dazi, mentre Berlino, Svezia e Ungheria si oppongono fermamente. Il ministro dei trasporti tedesco, Volker Wissing, avverte che le tariffe colpiranno duramente le aziende tedesche. Anche Stellantis si oppone a misure che frammentano il mercato globale.

La dura reazione di Pechino:

La Cina, che applica una tariffa del 15% sui veicoli elettrici europei, minaccia contromisure. Pechino esorta l’Ue a rispettare il libero scambio e a evitare il protezionismo. La Camera di commercio cinese presso l’Ue esprime “shock, grave delusione e profonda insoddisfazione” per la mossa.

Il clima è rovente e potrebbe peggiorare.