L’immediatezza di Twitter più la potenza del broadcasting. E sul web è scoppiata la Periscope mania. La nuova meraviglia dell’hi-tech acquisita da Twitter poco più di un mese fa, per la cifra (sembra) di 120 milioni di dollari, e lanciata il 26 marzo scorso, consente di realizzare dirette video in streaming attraverso smartphone e tablet. Giusto per rendere l’idea delle sue potenzialità, meno di 24 ore dopo il lancio ufficiale, qualcuno già la usava per raccontare in diretta l’incendio nell’East Village di New York. La app, che secondo alcuni potrebbe rivoluzionare il mondo della comunicazione, non piace solo ai reporter ma anche a utenti comuni che la usano per gli scopi più disparati. Pochi “tap”, infatti, e chiunque può trasformarsi in un broadcaster e trasmettere attraverso il proprio dispositivo tutto ciò che accade intorno a sé nello stesso istante in cui sta avvenendo, che si tratti una partita di calcio o di un concerto, o semplicemente dei momenti più emozionanti della propria vita. E, intanto, si fa sempre più lunga anche la lista di vip nostrani e non che quotidianamente ne sfruttano le potenzialità: dalla rassegna quotidiana di Fiorello alle prove del tour di Jovanotti, fino a Lidia Schillaci che è stata tra le prime in Italia ad esibirsi davanti al pubblico di Periscope nei suoi #LidiaLive. In pochi giorni, grazie al gradimento dei suoi #PeriFriends, l’artista, che questa estate ha lanciato il singolo «Mare Blu» (prodotto da Mariella Nava), ha scalato la classifica internazionale dei “Most Loved” tanto da meritarsi l’attenzione di Mashable, importante testata di tecnologia al mondo; Katie Jacobs Stanton (Global Media di Twitter) l’ha definita “#LidiaScope, la Principessa di Periscope” e Nicola Savino l’ha voluta a Quelli che il calcio per dare vita alla prima diretta in simultanea tra Periscope e televisione. Il Giornale Digitale ha raggiunto Lidia per farsi raccontare questa sua fortunata esperienza social.

Sei stata tra le prime ad usare Periscope in Italia, quando ancora nessuno sapeva di cosa si trattasse, come è nata l’idea?

L’idea è nata in maniera molto spontanea perché quando ho iniziato ad utilizzare Periscope, la prima cosa che mi è venuta in mente di fare è cantare. La musica è la mia dimensione naturale, non potevo certo mettermi a riprendere il cielo o le passeggiate in mezzo alla natura. D’impulso, la prima cosa che ho fatto è stare lì e cantare. Quando poi ho cominciato a capire come funzionasse l’applicazione, allora lì ho realizzato che poteva essere una grande opportunità per far conoscere la mia musica e quindi ho creato questo piccolo format live. Ora, ogni volta che mi collego con l’hashtag #LidiaLive, i miei follower sanno che potranno vedermi cantare ovunque io sia in quel momento. Mi è capitato di farlo mentre ero in giro per Milano o addirittura mentre cucinavo. Ma ho anche organizzato delle vere e proprie esibizioni con dei musicisti o da sola a casa con piano e chitarra. La cosa, devo dire, è piaciuta molto ed ha preso sempre più forma, perciò continuo ad andare avanti.

Che repertorio proponi durante queste tue incursioni live, segui un filo logico o ti lasci guidare dal momento?

Il repertorio un po’ lo decido rispetto anche alla giornata, a quello che mi va di cantare. Mi diverto a fare cover, sempre però interpretandole alla mia maniera, ma ho anche fatto dei pezzi miei, perché comunque ho un progetto già avviato da tempo e su cui sto lavorando, e Periscope con la sua immediatezza e la sua diffusione mi sembra un buon canale per farmi conoscere.

#LidiaLive con Il Disordine / Credit Photo: Lidia Schillaci Facebook fanpage
#LidiaLive con Il Disordine / Credit: Lidia Schillaci/Facebook
Hai avuto un bel riscontro e c’è anche chi ti ha definito “La principessa di Periscope”.

Sì, Katie Jacob Stanton, Global Media di Twitter. È stata molto carina a soprannominarmi così e ancora adesso mi segue, come lo fanno tante altre persone dall’estero. Tra i miei follower poi c’è anche Fiorello che mi ha seguito sin dall’inizio. Grazie a Periscope l’ho potuto conoscere seppure solo “virtualmente”.

Qualche giorno fa a ‘Quelli che il calcio’ sei stata anche protagonista di una diretta in contemporanea televisione-internet. Che sensazione si prova nel connettersi e avere un pubblico che ti guarda e ti applaude in diretta da tutto il mondo?

Ho un pubblico molto vasto, mi seguono da Giappone, Danimarca, Svezia, Turchia, America e anche dal Messico. La potenzialità di questa app è straordinaria proprio perché permette di offrire un qualcosa di esclusivo a chiunque nel mondo, superando distanza geografica e fusi orari. Ma questa “esclusività” deve essere sempre usata in maniera intelligente, dando dei contenuti che nel mio caso assume una connotazione artistica, essendo io una cantante. L’essere seguita da tante persone ha fatto sì che anche testate importanti come Mashable e Wired parlassero di me e questo ha suscitato l’interesse di Nicola Savino che mi ha contattato attraverso Twitter invitandomi in trasmissione. Così abbiamo dato vita a questa maratona, due ore di musica ininterrotta in diretta Periscope sul mio canale, su quello di Quelli che il calcio e in contemporanea anche su Rai Due. È stata davvero una bellissima esperienza che ha dato un enorme slancio al progetto a cui sto lavorando.

#LidiaLive su Periscope e Quelli che il Calcio
#LidiaLive su Periscope e Quelli che il Calcio /Credit: Lidia Schillaci/Facebook
Il potenziale della app è incredibile, ma il caso di Il Trono di Spade, condiviso illegalmente, ci ha messo di fronte al problema della pirateria e della violazione del diritto d’autore. Potrebbe riguardare anche il mondo della musica?

Quando lavori a un tuo progetto assieme a degli addetti ai lavori, credo non convenga a nessuno far sentire prima del tempo una canzone, a meno che tu non decidi di condividerla pubblicamente. Certo è molto più difficile, nel caso di un evento live, contenere le persone che vi partecipano. A quel punto quello che viene condiviso dipende dalla responsabilità della singola persona. Però ecco, non credo che si possa parlare di pirateria musicale su Periscope al momento.

E, invece, quali potrebbero essere i vantaggi soprattutto per i musicisti più giovani come te?

I vantaggi invece sono tanti: da quello di farsi conoscere a quello di poter far sentire la propria musica a livello mondiale, un po’ come sta succedendo a me ora. Ma soprattutto attraverso i live streaming puoi condividere in diretta e in esclusiva, con le persone che decidono di connettersi con te, un momento unico ed irripetibile.

Passando dal virtuale al reale, ti vedremo cantare dal vivo prossimamente?

Proprio in questi giorni sto lavorando su dei nuovi pezzi. Prevedo di far uscire un nuovo singolo molto presto per poi puntare ad un album completo. Anche sui live ci stiamo lavorando ma non posso dirvi molto al momento, però potete sempre collegarvi su Periscope per avere tutte le novità in diretta. Vi aspetto all’hashtag #LidiaLive.

[Credit Cover: Lidia Schillaci/Facebook]