auto elettrica
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L’Italia sta facendo fatica a tenere il passo nella corsa agli investimenti per la mobilità elettrica, posizionandosi all’ultimo posto tra le grandi economie europee.

I dati che fanno riflettere

  • Solo il 20% degli investimenti in Europa provengono da industrie extraeuropee, mentre in Nord America sono al 65%.
  • Dal 2021 al 2023, l’Europa ha attirato solo il 26% degli investimenti globali, contro il 37% del Nord America.
  • Il Regno Unito e la Spagna stanno battendo l’Italia nella corsa agli investimenti per l’e-mobility.

I limiti dell’italia nella competizione globale

Secondo T&E Transport & Environment, l’Europa è rimasta indietro a causa della mancanza di target di riduzione delle emissioni di CO2 tra il 2025 e il 2030. Andrea Boraschi, direttore dell’ufficio italiano di T&E, sottolinea che per cambiare rotta è fondamentale eliminare l’incertezza sull’obiettivo di emissioni zero per il 2035 e adottare una politica industriale forte.

Flotte aziendali: una chance sprecata per l’elettrificazione

Nel 2023, la penetrazione delle auto elettriche (BEV) nelle flotte aziendali in Italia è diminuita del 3,5%, uno dei tassi più bassi in Europa, fermandosi al 4,9%. Le immatricolazioni di auto aziendali crescono, ma non sono full electric, con un aumento dei grandi SUV e delle ibride plug-in. Nel 2023, il 44% delle nuove auto immatricolate in Italia provenivano dalle aziende, rappresentando il 61% delle emissioni del nuovo immatricolato. Questa tendenza rischia di bloccare l’elettrificazione del trasporto su strada in Italia.

Conclusione amara

Le crociate contro la mobilità elettrica rischiano di lasciare l’Italia ai margini del flusso degli investimenti, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e un’industria che vale oltre il 5% del PIL.