Monaco non si sorpassa, dice la vulgata. Kimi Antonelli ha trasformato il dogma in un dominio: pole, vittoria dal primo all’ultimo giro e una ripartenza da fermo a dieci giri dalla fine che ha messo la firma su un weekend perfetto. Ma il Principato regala anche drammi, e quello di Charles Leclerc in casa pesa quanto la festa Mercedes. Ecco i voti del Gran Premio di Monaco.
Kimi Antonelli — 10
Diciannove anni e già il più giovane vincitore della storia del Gran Premio di Monaco. La sua W17 sulle strade di Montecarlo è di un’altra categoria: parte dalla pole, costruisce un margine da quasi doppiare tutti tranne le Ferrari, e quando la bandiera rossa nel finale azzera tutto e impone la ripartenza da fermo, non trema. Tiene dietro Lewis Hamilton per dieci giri e si prende anche il giro veloce. È la quinta vittoria consecutiva del 2026: in testa al Mondiale c’è una fuga vera. Voto pieno, non c’è altro modo di leggerla.
Il podio a sorpresa: Hadjar e Hamilton
Isack Hadjar — 8,5. Il colpo del weekend. Il pilota Red Bull porta a casa un terzo posto insperato, gestendo la pressione e sopravvivendo a un’investigazione che avrebbe potuto cancellargli il podio. A Monaco, dove la posizione in griglia è quasi tutto, trasformare la qualifica in un podio è roba da predestinati.
Lewis Hamilton — 7,5. Secondo posto solido con la Ferrari, sempre incollato ad Antonelli senza mai poterlo davvero attaccare — a Monaco è quasi impossibile. L’unica macchia è la penalità di cinque secondi per eccesso di velocità in pit lane, che però non intacca il risultato. Per Maranello, nel giorno nero di Leclerc, è il bottino che salva la domenica.
La zona punti: Lawson, Lindblad, Gasly e gli altri
Oscar Piastri — 6. Quarto, ma con una McLaren che a Montecarlo doveva fare di più, complice anche il ritiro di Lando Norris per un problema alla power unit. Porta punti, non spettacolo. Liam Lawson — 7: quinto, weekend maturo del pilota Racing Bulls. Arvid Lindblad — 7,5: sesto da rookie su una pista che perdona zero, una prova di personalità che vale più del piazzamento.
Pierre Gasly — 6,5. Settimo e migliore del centro gruppo, l’Alpine raccoglie il massimo possibile. Dietro di lui Alex Albon (8°) tiene alta la Williams, mentre Fernando Alonso strappa un punto in zona Cesarini con l’Aston Martin. Ordinaria amministrazione, ma a Monaco anche solo restare in pista è un risultato.
I disastri: Leclerc, Russell, Verstappen
Charles Leclerc — 4. Per il monegasco Monaco resta una maledizione. Stava gestendo una gara da podio davanti al suo pubblico quando, alla Rascasse, ha perso la macchina contro le barriere. Un errore nel punto più lento e più crudele del tracciato, che pesa doppio: in casa, e mentre era virtualmente terzo.
George Russell — 4. Giornata da incubo. Cinque secondi per eccesso di velocità in pit lane, poi un drive-through per non aver scontato correttamente la penalità: domenica chiusa fuori dai punti, un colpo durissimo in chiave campionato che lo fa scivolare alle spalle di Hamilton.
Max Verstappen — 4. Gara finita prima di cominciare: secondo in griglia, resta piantato al semaforo e si ritira nel primo giro. A Monaco partire bene è metà dell’opera, e l’olandese se l’è giocata al via. Weekend da dimenticare anche per Lando Norris (s.v. per il ritiro tecnico), Ollie Bearman e Valtteri Bottas.
La classifica dopo Monaco
Con la quinta vittoria di fila Antonelli vola a 156 punti e trasforma il vantaggio in una fuga. Alle sue spalle cambia tutto: Hamilton è secondo a 90, scavalcando Russell (88), fermo dopo la giornata-no. Leclerc resta quarto a 75, Piastri quinto a 60. Tra i costruttori la Mercedes domina a 244 davanti a Ferrari (165) e McLaren (118). Prossimo appuntamento il 12-14 giugno a Barcellona, per il GP di Spagna.
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