Un successo a cui forse si arriva fin troppo facilmente, una visibilità e una popolarità da fare invidia e che alle volte risulta anche inspiegabile, soldi che piovono dal cielo. È questo il destino dei giovani youtubers (poverini), che spesso hanno la capacità di trasformare quel che è nato come un hobby- magari anche senza avere un talento preciso- in un vero e proprio lavoro, iniziando ad ottenere uno stipendio mensile pari o superiore a quello di un qualsiasi impiegato, perlomeno per quanto riguarda gli youtubers italiani.
In fondo basta poco per arrivare lontano: con una piccola webcam e un pizzico di carisma, infatti, i giovani partono a caccia di audience e di viralità. Un fattore questo che, talvolta, può finire per soffocare la vera comicità e i veri talenti, dando modo a chiunque di farsi un nome senza possedere alcuna dote in particolare per cui essere apprezzati, magari facendo cortometraggi nati senza criterio od originalità e scopiazzati dai canali di altri videomakers.

[Fonte photo: sorrisi.com]
[Fonte photo: sorrisi.com]

E che siano videogamers, aspiranti comici o attori del futuro, sono tantissimi i giovani partiti alla conquista del web e, soprattutto, di YouTube, tanto da arrivare ad avere agenzie di stampa con persone che si occupano di gestire loro e i tanti impegni che devono fronteggiare quotidianamente. Giovanna Avino- responsabile italiana di Divimove, uno dei maggiori network europei- a riguardo afferma: «Quel che cerchiamo sono giovani talenti sul web come, ad esempio, anche degli utenti Facebook con un vasto seguito, tentando poi di trasferire il loro successo su YouTube. Inoltre, mettiamo a loro disposizione attrezzature e studi professionali in quanto, se tali video diventano virali- e ci riescono quasi sempre- Google li spinge direttamente in cima ai risultati».
E alcuni youtubers ci sono riusciti per davvero, soprattutto grazie al fatto che hanno unito al carisma le loro vere capacità. Prendiamo Guglielmo Scilla, meglio conosciuto con il nome di Willwoosh, idolatrato come un dio per i suoi 602mila show comici nei quali interpreta ruoli più o meno sofisticati e piuttosto sfaccettati; o Frank Matano, che ha iniziato a cavalcare l’onda del successo facendo scherzi telefonici da mettere sul web, nei quali si fingeva una badante russa, per poi arrivare prima a Le Iene e infine a Italia’s Got Talent, con un canale YouTube che conta più di 932mila iscritti.

[Fonte photo: youtubers.netsons.org]
[Fonte photo: youtubers.netsons.org]

Questi sono solamente alcuni dei casi in cui non basta montare un video e metterlo online, ma dove bisogna trovare un modo per essere originali, per invogliare gli utenti a seguire Tizio piuttosto che Caio e riuscire a creare delle novità, in modo da poter stipulare un contratto con la nota piattaforma YouTube per poter inserire spot pubblicitari nei video e guadagnare un tot, rilasciando il 45% del denaro al motore di ricerca Google.
E non ci sono solo loro. Non possiamo non citare la punta iceberg dei piemontesi Favij, alle origini Lorenzo Ostuni, il famoso PewDiePie, che guadagna ben quattro milioni di dollari l’anno e i meno conosciuti su YouTube- almeno per ora- ma poi neanche molto, come Matt & Bise, Leonardo DeCarli, iPantellas e Lucia Ilaria D’Agostino che, se continuano di questo passo, arriveranno sicuramente lontano o, comunque, ovunque loro vogliano arrivare. Ed è questa per loro la sfida del futuro, nonostante ci siano molti altri youtubers nascosti in giro per il web, pronti a tutto pur di contendersi i click degli utenti, anche mettersi in ridicolo o fare pazzie.

Perché in fondo, inutile negarlo, vuoi per curiosità, per farsi una risata o anche solo per criticarli, alla fine cliccare play può risultare il più delle volte inevitabile. E se ciò può servire a far emergere dei veri talenti– perché ce ne sono, seppur oscurati o nascosti dai meno meritevoli- facendoli sbocciare come rose a primavera, facilitando la strada da percorrere a comici, attori, cantanti o quel che sia, non può che portare i suoi frutti.

[Credits Cover: youtube.com]