C’è chi preferisce la sua “compagnia” nelle serate malinconiche e c’è chi trova gusto nel fumarla (quasi a voler dimostrare chissà cosa, come l’essere più ribelli, magari dei tipi che vanno controcorrente).
Si comincia da piccoli ma, crescendo, difficilmente si riesce a smettere. La sigaretta da sempre si è rivelata quale accattivante tentatrice di una delle categorie più vulnerabili che riguarda soprattutto i giovani di età compresa tra 15 e i 25 anni. Sentirsi già grandi con un mozzicone tra le dita o sputando fumo dalla bocca sembra essere diventata una prassi della realtà che viviamo, un passaggio quasi “obbligatorio” per omologarsi agli altri.

Il vizio del fumo è oramai risaputo essere diventato un male comune che purtroppo in pochi riescono a sconfiggere. Per tale ragione liberarsene prima di raggiungere alti livelli di dipendenza non può che giovare sia alla salute fisica che psicologica dei soggetti “patologici”.

Di rimedi ne esistono tanti, ma ancora basse sono le percentuali di efficacia sui tabacco-dipendenti. Tra i più recenti di certo la sigaretta elettronica ha conquistato il primato assoluto. Ma è con grande stupore che il podio della presunta “paladina dei salutisti” sembra essere oramai un ricordo.

A dirlo è un studio condotto sull’utilizzo di questo oggetto che, oltre ai pro purtroppo ha anche i suoi contro, (come in tutte le cose del resto). La sigaretta elettronica, infatti, favorirebbe una riduzione del consumo di nicotina pari al 55 per cento, ma altre ricerche avanzano invece dubbi sulla bontà del nuovo mezzo elettronico, e paventano gli stessi rischi delle normali sigarette per le cosiddette categorie a rischio, come le donne in gravidanza, i bambini e gli adolescenti.

Molti studiosi dimostrano come nel vapore espulso dalla sigaretta elettronica non ci siano sostanze carcinogene, ma nonostante ciò, il rischio di un’irritazione polmonare rimane alto, come afferma Roberto Boffi, pneumologo e direttore del Centro antifumo all’Istituto nazionale dei tumori di Milano: ‘La sigaretta vera altera nei bronchi i livelli di ossido nitrico, un marker di infiammazione. Anche con la versione elettronica c’è una modificazione, segno che proprio innocua non è‘. Questo perché nella versione elettronica è presente la glicerina, che ad alte temperature irrita le mucose.

Anche il SERT (ossia il Servizio contro le tossicodipendenze) si schiera contro l’oggetto in esame, sostenendo che, se è vero che rispetto alle sigarette tradizionali non vi sono il catrame o altre sostanze dannose, è comunque presente la nicotina che è molto pericolosa per l’organismo, soprattutto per il cuore. Insomma, se lo scopo primario della sigaretta elettronica consiste nel liberare i tossicodipendenti dal continuo bisogno del tabacco, di contro permane il problema della nicotina inserita nelle cartucce del nebulizzatore la cui quantità può variare ed essere dannosa tanto quanto una sigaretta normale. Secondo Roberto Cavion, psicologo del SERT, ‘non si può agire in autonomia, servono assistenza e dosaggi, il fai da te è pericoloso come quello nelle diete. Serve un medico. Non si smette di fumare, anzi si rimane dipendenti e molti non lo hanno ancora realizzato‘.

Ecco perché scatta l’allarme per i giovani così come per i bambini che, anche se passivamente, sono comunque esposti ai presumibili danni del “fumo elettronico”.
Una battaglia da poco iniziata, quella contro le sigarette elettroniche, che ha raggiunto alcuni importanti traguardi, come il divieto di vendere (in alcuni paesi) tali surrogati delle sigarette ai minorenni che secondo una recente stima sono sempre più attratti dalla moda di possederne almeno una, magari personalizzandola come oggi si fa sovente con i cellulari).

[Fonte Cover Photo: vapestores.com]