Voglia di avere importanza, avere fama, il sempre maggiore bisogno di attenzioni. Questo quello che i social network, in alcuni casi, fanno nascere nelle persone, in particolare nei giovani.

DOPPIA IDENTITA’

Nasce così spesso una doppia identità individuale, che porta a voler affermare chi si vorrebbe essere nella vita attraverso il comportamento sui social network. Mi spiego meglio, si vedono tante persone comportarsi online in maniera opposta al loro essere reale. Ecco quindi che sui social tutti vogliamo essere protagonisti, tutti sapienti, informati su ogni minima cosa, senza ammettere errori. Tutti perfetti e senza una sbavatura, e magari anche senza la capacità di accettare una critica, un minimo dissenso, per mantenere un’identità senza neppure una minima sbavatura.

Le stesse persone che, magari, nella vita reale non partecipano ad una discussione tra amici per paura di esporsi, per non sbagliare e temendo di essere sminuiti. Il monito in questo caso è a cercare continuità e coerenza tra la propria essenza online e nella vita reale. Forse sono parole al vento, ma va bene lo stesso.

I GIOVANI SONO SOCIAL

Il fenomeno social interessa tutti, ma in proporzioni differenti. Quel che è certo è che ad essere maggiormente colpiti dai social network sono i giovani di oggi, nonché gli adulti di domani, e tutti coloro che in futuro saranno nativi digitali, sempre che non cambi la concezione dei social, cosa che ritengo personalmente molto difficile. Avere consapevolezza di quello che sta succedendo diventa difficile sempre più col passare dei giorni, e con l’aumentare della dipendenza individuale dai social. Ma tratterò questo punto più avanti.

APPREZZAMENTI

Che si tratti di Mi piace su Facebook, Retweet Favoriti su Twitter, Like su Instagram, gli apprezzamenti danno alla testa. Si perde l’essenza di pubblicare qualcosa per volontà di condivisione di un pensiero, uno stato d’animo, una canzone, o quello che è. Lo scopo diventa pubblicare per ricevere apprezzamenti, arrivando a mio avviso a postare cose completamente inventate solo col pensiero che Se scrivo questo prendo un sacco di Mi Piace.

La conseguenza? Beh, si crea un abisso tra quello che succede in realtà nella vita di una persona e quello che invece sembra succedere, a giudicare dalle cose postate sui social network. (Vedi il punto DOPPIA IDENTITA’)

DIPENDENZA

I social diventano dipendenza. Si passa da Facciamoci una foto, voglio ricordare questo momento. a Facciamoci una foto, così la metto su Facebook. Un po’ inquietante, a pensarci bene. L’autenticità di molte azioni viene persa, e non è una cosa che con l’abitudine che si consolida diventa facilmente recuperabile, anzi, tutt’altro.

Esempio tipico e anche abusato, 4 amici al bar davanti ad una birra, nessuno parla né ride, ma tutti e 4 scattano foto al proprio bicchiere per postarle su Instagram. Abbastanza emblematico.

Non voglio passare per una persona completamente estranea al mondo dei social network, per carità. Anzi, scrivo questo post proprio come uno che vede la cosa sia da dentro che da fuori. Il social non è assolutamente il male, affatto, e probabilmente scriverò presto di tutti i suoi vantaggi, ma noto terribilmente e sempre di più quanto si tratti di uno strumento che sta subendo trattamenti secondo me non troppo corretti. Si sta abusando molto, troppo spesso dei social network.

L’invito è: pensiamoci, proviamoci, meno social, più sociali e socievoli. Meno fama, meno bisogno di attenzioni, più autenticità e rapporti genuini.