“Un episodio soltanto e poi basta”. Questo il piano iniziale. Un breve e rilassante diversivo prima di andare a dormire. Ma sei ore dopo si è ancora attaccati allo schermo, perché è impossibile pensare di mettere la testa sul cuscino senza sapere come va a finire. Come una dipendenza dalla droga. Inizi a guardare un episodio di una serie e poi non riesci più a smettere. Devi vederne un altro. E poi assolutamente un altro ancora. Tutto d’un fiato sino al “the end” finale, senza prendersi una pausa nemmeno per mangiare o andare in bagno. Vi è mai capitato? Se la risposta è affermativa, allora rassegnatevi. Siete già affetti da bulimia televisiva. Gli americani la chiamano Binge watching, da “binge eating”. Letteralmente «abbuffata di visione» compulsiva. In pratica, significa guardare in rapida successione una quantità indefinita di episodi di una serie. A volte anche una stagione intera in un colpo solo. Ma cosa spinge a diventare un binge-watcher? Il più delle volte è il mettersi in pari con le serie televisive che abbiamo perso o che non riusciamo a seguire con costanza, per mancanza di tempo. Altre volte vogliamo semplicemente essere sul pezzo prima degli altri, salvo poi sentirci in colpa quando tiriamo tardi fino a notte inoltrata e la mattina dopo siamo degli zombie alla The Walking Dead.

Fonte: The Digest Online
Fonte: The Digest Online

In realtà la “maratona” di visione non è un fenomeno nuovo, anche se il neologismo “cool” con cui oggi viene definita risale solo al 2013. Il binge-watcher, infatti, non è altro che l’evoluzione moderna del teledipendente di un decennio fa che passava intere giornate a guardare la televisione seduto in poltrona. Se prima c’erano i cofanetti DVD, oggi per una sessione di sport «da divano» non serve nemmeno un apparecchio televisivo. Basta un computer, un tablet o uno smartphone e grazie allo streaming web e a piattaforme come Netflix e Hulu (o Infinity in Italia) possiamo gustarci il nostro intrattenimento preferito subito, senza vincoli di palinsesto e soluzione di continuità. A volte, invece, si ritorna alle vecchie abitudini e ci pensano gli stessi network ad alimentare la nostra ingordigia da serie tv programmando maratone non-stop degli show più di successo. Distribuendo tutti gli episodi di un’intera serie allo stesso momento, è soprattutto Netflix ad aver portato il binge watching alle masse, istituzionalizzando quello che per i malati di serie tv era già da tempo un’abitudine consolidata, se non una vera e propria fame nervosa da soddisfare nei periodi morti, come l’estate o le festività.

House of Cards / Credit Photo: Netflix
House of Cards / Credit Photo: Netflix

Quando il 14 febbraio scorso il colosso dello streaming on demand ha pubblicato l’intera seconda stagione di «House of Cards», ben 600mila spettatori (il 2% degli abbonati) hanno passato tutto il weekend successivo a guardare i tredici episodi della serie. Uno dopo l’altro. Ma questa formula del “tutto e subito” ha finito per mutare profondamente l’esperienza di consumo seriale, così come eravamo abituati a conoscerla. Prima si aspettava un’intera settimana tra un episodio e l’altro, oggi invece la suspense è diventata un lusso che non tutti possono permettersi. Soprattutto i serial addicted. Perché se c’è una cosa che odiano più dello spoiler, è l’attesa snervante di sapere come si conclude un cliffhanger della propria serie preferita. Per loro avere a disposizione l’intera stagione tutta in una volta sola è una tentazione troppo grande, anche se questo cambia del tutto l’integrità e la percezione della trama.

Aaron Pauland e Bryan Cranston  / Credit Photo: AMC
Aaron Pauland e Bryan Cranston / Credit Photo: AMC

Tra chi annuncia la morte della serialità e chi lo reputa dannoso per la salute, non passa giorno ormai che qualche esperto o critico dibatta sui “vizi” di questo nuovo modo di guardare la televisione. Ma arrendiamoci all’evidenza: secondo un sondaggio realizzato proprio da Netflix, il binge watching ormai è la norma, e per la maggioranza degli intervistati anche un piacere. E chi crede che la scorpacciata di serie Tv sia una pratica asociale, si dovrà ricredere di fronte ai numeri: binge watching sì, ma in compagnia è ancora meglio.

[Credit Photo Cover: Peter Bernik]