Il mercato auto italiano chiude il primo semestre 2026 con 936.783 immatricolazioni, in crescita del 9,6% sulle 854.910 dello stesso periodo 2025. A trainare è stato un giugno da 146.423 targhe (+10,6%), il mese che ha portato per la prima volta le elettriche pure in doppia cifra di quota. In vetta non ci sono sorprese — la Fiat Panda resta irraggiungibile — ma il podio di giugno racconta un mercato che cambia: al terzo posto assoluto c’è la BYD Atto 2. I dati sono elaborazioni UNRAE su base Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
🚗 Giugno 2026: mercato a +10,6%
Il mese si chiude a 146.423 unità contro le 132.402 di giugno 2025. La top 5 dei modelli:
- Fiat Panda — 8.255
- Dacia Sandero — 4.340
- BYD Atto 2 — 3.780
- Fiat Grande Panda — 3.139
- Peugeot 208 — 3.130
Il dato che salta all’occhio è la BYD Atto 2 terza assoluta, spinta dalla versione ibrida plug-in che da sola vale 3.637 targhe: dopo la Leapmotor T03 di marzo, per i modelli cinesi il podio mensile sta diventando un’abitudine. Tra le marche, Fiat domina il mese con 14.016 immatricolazioni (+27,2%) e il 9,6% di quota.
🏆 La classifica del semestre: Panda una ogni 15 auto vendute

Nel cumulato gennaio-giugno i primi cinque modelli sono:
- Fiat Panda — 62.852
- Jeep Avenger — 27.767
- Fiat Grande Panda — 23.011
- Dacia Sandero — 22.163
- Leapmotor T03 — 21.841
La Panda vale da sola una vettura ogni 15 vendute in Italia, e l’intero podio semestrale è targato Stellantis. Fiat è il primo marchio del semestre con 106.693 unità, +29,4% e una quota dell’11,4%: pesa il traino della coppia Panda-Grande Panda, in attesa che la gamma si allarghi con la nuova Grizzly nel quarto trimestre.
🇨🇳 L’onda cinese: quasi l’8% del mercato

Il semestre certifica il salto dei costruttori cinesi:
- BYD — 29.502 immatricolazioni, +208,6%, quota 3,2%
- Leapmotor — 24.274, contro le 1.567 di un anno fa
- Omoda & Jaecoo — 20.906, +295,9%
I tre gruppi insieme superano le 74.600 unità, quasi l’8% del mercato italiano. La Leapmotor T03 è anche la regina delle elettriche: 21.841 targhe nel semestre, oltre quattro volte la seconda BEV in classifica (la Dacia Spring a 5.300).
⚡ Alimentazioni: elettrico in doppia cifra, metano sparito
A giugno le elettriche pure toccano il 10,1% di quota con 14.894 immatricolazioni (+87% sull’anno scorso): è la prima volta in doppia cifra in Italia. Nel semestre le BEV valgono l’8,4%. Il quadro per alimentazione nel gennaio-giugno:
- Ibride (HEV) — 49,7% (era 44,4%)
- Benzina — 19,7% (era 26,0%)
- Plug-in (PHEV) — 9,0% (era 5,3%)
- Elettriche (BEV) — 8,4% (era 5,2%)
- Diesel — 6,8% (era 10,0%)
- GPL — 6,4% (era 9,1%)
Una motorizzazione su due è ormai ibrida, mentre benzina e diesel continuano a scivolare. Il metano è ufficialmente estinto: una sola immatricolazione in tutto il semestre.
📉 Chi scende
Non per tutti il 2026 è in crescita. Nel semestre Hyundai perde il 27%, Alfa Romeo il 23,5%, Ford il 23,3%. Dacia cede il 10% sul cumulato, ma il +20,5% di giugno segnala l’inversione di rotta con l’arrivo dei nuovi model year. Tesla cresce del 22,4% ma resta sotto l’1% di quota.
💰 Incentivi: la richiesta UNRAE
La corsa dell’elettrico avviene senza sostegni per i privati: i fondi dell’ecobonus BEV sono esauriti dall’ottobre 2025 e nel 2026 non sono stati rifinanziati. Per questo l’UNRAE, per voce del presidente Roberto Pietrantonio, torna a chiedere al governo incentivi strutturali per i privati e una revisione della fiscalità sulle auto aziendali, indicando nei dati di giugno la prova che la domanda di vetture a basse emissioni c’è, se adeguatamente accompagnata.