Il weekend perfetto esiste, e al Sachsenring ha il numero 93. Marc Márquez ha vinto il Gran Premio di Germania partendo dalla pole e comandando tutti i 30 giri, dopo aver già fatto suo il sabato con l’undicesima Sprint stagionale. Ma il dato che resta è un altro: è la sua decima vittoria in classe regina sul circuito tedesco, un primato su una singola pista che finora apparteneva solo a Giacomo Agostini. Undici anni dopo quel 12 luglio 2015 in cui vinceva qui dalla pole, il copione al Sachsenring non è cambiato. E il Mondiale adesso fa paura: dopo il Mugello Márquez era a 102 punti dalla vetta, oggi sono 18.
La gara: fuga dalla pole e sorpasso mancato di Alex
Scatto perfetto al via e ritmo in fuga sin dalle prime curve, come raccontato nell’anteprima del weekend era lo scenario più probabile. L’unico che poteva impensierirlo era il fratello: Alex Márquez è rimasto in scia da secondo fino al decimo giro, quando è scivolato all’ultima curva buttando via un podio ormai apparecchiato. «Ho fatto un piccolo errore, ma comunque un errore da zero punti. Probabilmente stavo correndo con troppa fiducia ed è andata nel peggiore dei modi», ha ammesso nel comunicato Gresini, ricordando comunque il segnale positivo: «Mai mi sarei sognato dopo l’incidente di Barcellona di essere così competitivo già al Sachsenring e quasi giocarmela con mio fratello su questa pista».
Trackhouse da sogno: Ogura e Fernandez sul podio
Alle spalle del vincitore, la vera notizia di giornata: doppio podio del team satellite Trackhouse. Ai Ogura, reduce dalla vittoria storica di Assen, ha chiuso secondo a meno di due secondi (1″996) confermando che il giapponese è l’uomo del momento — non a caso Yamaha lo ha già blindato con Martín per il 2027. Terzo il compagno Raul Fernandez a 5″104, davanti alla KTM di Pedro Acosta. Quinto posto per Jorge Martín, che ha respinto per 123 millesimi l’assalto finale di Bagnaia e limita i danni in un weekend che poteva costargli molto di più.
Bezzecchi, il grande assente
Già, perché la classifica si è mossa soprattutto per chi non c’era. Marco Bezzecchi, secondo nel Mondiale, non è nemmeno partito: nel Q2 di sabato un highside alla curva 7 lo ha sbalzato violentemente dalla sua Aprilia, procurandogli la frattura scomposta della clavicola sinistra. Il riminese è rientrato subito in Italia per operarsi e la pausa estiva diventa la sua alleata: l’obiettivo dichiarato è tornare in sella a Silverstone. Un weekend da zero punti che riapre tutto, proprio mentre l’Aprilia di Martín è tornata a fare punti pesanti.
Le cadute e gli altri assenti
Il Sachsenring ha fatto selezione: Fabio Di Giannantonio, terzo nella Sprint di sabato con la VR46, è finito a terra dopo appena tre giri gettando via punti pesantissimi per il suo Mondiale. Out anche Joan Mir al sesto giro, mentre Maverick Viñales si è fermato a quattro tornate dalla fine. Ai box mancavano pure Johann Zarco — ancora ko per l’infortunio al ginocchio di Barcellona, sostituito da Cal Crutchlow alla quinta presenza stagionale — e Fermin Aldeguer, fermato dalla vertebra fratturata nelle libere di Assen e non rimpiazzato dalla Gresini.
Bagnaia sesto: il problema è sempre quello
Francesco Bagnaia ha recuperato due posizioni al via e ha chiuso sesto, al termine di un duello con Martín perso per un niente. «Un sesto posto non è male, visto quanto abbiamo faticato. Purtroppo il problema è sempre lo stesso e su questa pista è stato particolarmente evidente. Continuiamo a lavorare e spero che in questa pausa estiva si trovi qualcosa che possa aiutarmi», le sue parole nel comunicato Ducati. Il nodo resta il grip al posteriore: «Per noi è essenziale poter utilizzare il posteriore della moto senza derapare così tanto». Ottavo nel Mondiale a 143 punti, a 47 lunghezze dal compagno di box.

Márquez: «Era il weekend per attaccare»
Il vincitore non si nasconde: «L’obiettivo di questo weekend era quello di andare all’attacco, per recuperare più punti possibili. Siamo riusciti a farlo, su una pista molto favorevole al mio stile di guida», ha spiegato Márquez, che ha però indicato il prossimo cantiere: «Dobbiamo anche fare un passo avanti a livello di braccio destro. Qualcuno forse se ne dimentica visto che sto facendo bene a livello di risultati, ma la differenza tra le curve a destra e quelle a sinistra è enorme». Nella Sprint di sabato aveva firmato il diciannovesimo successo in carriera del sabato, nuovo record assoluto, davanti ad Alex e Di Giannantonio.

La classifica: Martin resiste, Márquez è a -18
A metà stagione, dopo 11 round su 22, il Mondiale dice: Martín 208, Ogura 194, Márquez 190, Bezzecchi 186, Di Giannantonio 184. Cinque piloti in 24 punti, con il campione del mondo in carica che è il più in forma di tutti. Bagnaia è ottavo a 143. Tra i costruttori Ducati è seconda a quota 319, mentre il Ducati Lenovo Team è terzo nella classifica a squadre con 333 punti. Ora tutti in vacanza: si torna in pista a Silverstone dal 7 al 9 agosto — classifiche complete e calendario nella nostra guida MotoGP sempre aggiornata.