Il quarto round del Mondiale MotoGP 2026 ha cambiato i pesi specifici del paddock. A Jerez de la Frontera, sotto il sole della Andalusia, i fratelli Marquez si sono divisi in modo simbolico: Alex ha conquistato la sua prima vittoria stagionale con una gestione gara da fuoriclasse, Marc è caduto al secondo giro proprio dopo essere stato passato dal fratello. Aggiungete il ritiro di Francesco Bagnaia per problema gomme e capirete perché in casa Ducati Lenovo questa domenica è da dimenticare. Mentre dall’altra parte del paddock l’Aprilia chiude un weekend storico: Bezzecchi e Martin 1-2 nel Mondiale, prima volta nella storia della casa di Noale in classe regina.
Le pagelle dei piloti
Alex Marquez (Gresini Ducati GP25) — 9. Prima vittoria del 2026, in casa, con la moto dell’anno prima. Ha sorpassato il fratello Marc al secondo giro come fosse una pratica del lunedì mattina, e da lì ha amministrato fino al giro veloce in 1:37.081. La Desmosedici GP25 in mano sua sembra una moto da titolo: forse lo è davvero. La consacrazione era cominciata ad Austin (dove Bezzecchi vinceva), a Jerez è diventata sostanza.
Marco Bezzecchi (Aprilia RS-GP26) — 9. Secondo a 1.903 dal vincitore, ma soprattutto +44 su Marc Marquez nel Mondiale. Ha capito che a Jerez non era giornata da forzare, ha gestito le gomme come un veterano, ha incassato i punti pesanti della costanza. La RS-GP26 sotto di lui è la miglior moto del campionato, e il racconto della gara lo conferma.
Fabio Di Giannantonio (VR46 Ducati GP26) — 8. Primo podio del 2026, terzo posto a Jerez, e la conferma che il VR46 quest’anno gioca un campionato a parte rispetto a Bagnaia ufficiale. La Desmosedici GP26 di Diggia ha mostrato passo gara da podio costante: ora è terzo nel Mondiale a 30 punti da Bezzecchi.
Jorge Martin (Aprilia RS-GP26) — 7. Quarto al traguardo dopo una partenza aggressiva, gli è mancato il passo nei giri centrali. È comunque secondo nel Mondiale e completa la doppietta Aprilia in classifica costruttori. Si lamenta del setup del posteriore, in casa Noale dovranno trovare la quadra prima di Le Mans.
Ai Ogura (Trackhouse Aprilia) — 7. Quinto, con un altro weekend in cui il rookie giapponese del 2025 dimostra di essere già un punto di riferimento per il team americano. La Trackhouse piazza due piloti in top 6 (con Raul Fernandez sesto) e diventa di fatto il miglior team satellite del momento.
Raul Fernandez (Trackhouse Aprilia) — 6.5. Sesto, regolare, come tutto il suo inizio di stagione. Sta accumulando punti senza fare rumore: sesto nel Mondiale a 54 punti, davanti ad Alex Marquez. Il team Trackhouse sta zitto e va.
Johann Zarco (LCR Honda RC213V) — 6.5. Settimo, miglior Honda del weekend. La RC213V continua a migliorare un decimo per volta, e Zarco è quello che riesce a tirargli fuori il meglio. Per Tokyo è una boccata d’ossigeno in una stagione che resta complicata.
Enea Bastianini (KTM Tech3 RC16) — 5.5. Ottavo, ma con la KTM Tech3 ci si aspettava più passo a Jerez. Bastianini paga ancora l’adattamento alla RC16, anche se i miglioramenti rispetto a inizio stagione ci sono.
Fermin Aldeguer (Gresini Ducati GP25) — 5. Nono, ma il compagno di squadra vince. Difficile non leggere il gap come un campanello d’allarme: la GP25 è la stessa, il pilota giovane è in difficoltà a stare nel ritmo del leader della classifica satellite.
Pedro Acosta (Red Bull KTM Factory) — 4. Decimo. Era terzo in classifica generale prima di Jerez (60 punti dopo Austin), ora è quarto perché Di Giannantonio lo ha scavalcato col podio di domenica. La sensazione è di un ragazzo che galleggia su una moto che non gli dà più quello che gli dava all’inizio dell’anno. La KTM Factory è in crisi profonda — Binder undicesimo lo conferma.
Brad Binder (Red Bull KTM Factory) — 4. Undicesimo. La RC16 sembra avere finito le idee. Sudafricano in cerca di fiducia, KTM in cerca di un capo tecnico che metta le mani sulla moto.
Franco Morbidelli (VR46 Ducati GP26) — 5. Dodicesimo, mentre il compagno Diggia sale sul podio. Stessa moto, stesso team, performance opposte. Il Morbido sta cercando il feeling con la GP26.
Luca Marini (Honda HRC) — 5.5. Tredicesimo, ma è la prima top 15 vera della sua stagione. La Honda HRC ufficiale sta migliorando, anche se il gap con la testa resta enorme.
Fabio Quartararo (Yamaha YZR-M1 V4) — 4. Quattordicesimo. La Yamaha V4 — prima volta nella storia del marchio di Iwata — ha bisogno di chilometri e di pazienza. A Quartararo manca tutto: il passo, la fiducia, il setup. Anno difficile per il campione del mondo 2021.
Joan Mir (Honda HRC) — 4. Quindicesimo, ultimo a punti, ma in coda con la HRC ufficiale è ormai abitudine. Lo spagnolo continua a girare in cerca di una soluzione che la sua moto non sa offrire.

I disastri Ducati Lenovo
Marc Marquez (Ducati Lenovo GP26) — 4. In gara è caduto al secondo giro alla curva 11, in casa, dopo che Alex lo aveva sorpassato. Le sue parole ai microfoni di Sky Sport: “Con il livello che abbiamo ora, non possiamo lottare per il titolo“. Pedro Acosta nel paddock, ripreso da Motorsport.com, sintetizza meglio: “È chiaro che, dall’Indonesia dell’anno scorso, qualche problema deve averlo. Perché non è normale vedere questo in Marc”. Il CEO Aprilia Massimo Rivola, intervistato da Sky Sport e ripreso da OASport, parla apertamente di una “condizione imperfetta di Marc Marquez” da cui Aprilia sta beneficiando. Il campione del mondo in carica fatica a essere quello del 2025. La domenica di Jerez è un voto basso che pesa sul Mondiale.
Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo GP26) — 3. Ritirato per problema gomme dopo aver risalito da P9. È nono nel Mondiale a 34 punti, fuori dalla lotta per il titolo prima ancora di entrare nel cuore della stagione. La Desmosedici GP26 in mano sua non funziona, in mano a Diggia (con la stessa moto in VR46) sì. Il dato dice che il problema potrebbe non essere solo della moto. A Borgo Panigale dovranno fare conti con sé stessi prima del Mugello.
Lo Sprint del sabato
La domenica di Marc Marquez è da dimenticare, ma il sabato è da fuoriclasse: ha vinto la Sprint sotto la pioggia con un cambio moto perfetto, gestendo il flag-to-flag come pochi sanno fare. Per quello, voto 10. È proprio il contrasto tra Sprint e gara che amplifica il punto interrogativo: il talento c’è, qualcosa nel weekend è cambiato.

La classifica dopo Jerez
- 1. Marco Bezzecchi (Aprilia) — 101 punti
- 2. Jorge Martin (Aprilia) — 90
- 3. Fabio Di Giannantonio (VR46 Ducati) — 71
- 4. Pedro Acosta (KTM) — 66
- 5. Marc Marquez (Ducati Lenovo) — 57
- 6. Raul Fernandez (Trackhouse Aprilia) — 54
- 7. Alex Marquez (Gresini Ducati) — 53
- 8. Ai Ogura (Trackhouse Aprilia) — 48
- 9. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo) — 34
- 10. Enea Bastianini (KTM Tech3) — 30
Aprilia 1-2 nel Mondiale piloti: per il marchio di Noale è la prima volta nella storia in classe regina. La RS-GP26 è la moto da battere, e a Jerez si è vista la differenza con tutti gli altri progetti. Il prossimo appuntamento è il GP di Francia a Le Mans dall’8 al 10 maggio: Bezzecchi arriva da leader assoluto, ma su un circuito dove la pioggia può arrivare ogni dieci minuti, tutto è ancora aperto.