La verità è che una “Citroën 2CV restomod 2027-2028” ufficiale non esiste (ancora) — ma ci sono indizi molto interessanti su come potrebbe essere una reinterpretazione moderna 👇
🔮 Cosa sappiamo davvero (fonti recenti)
- Citroën sta lavorando a un concept ispirato alla 2CV che dovrebbe debuttare al Salone di Parigi 2026
- Sarà una reinterpretazione neo-retrò elettrica, non una copia identica
- Eventuale produzione non prima del 2029
- Filosofia chiave: semplicità, prezzo accessibile, comfort e praticità

🧠 Come sarà (realisticamente) una 2CV moderna / restomod
Se immaginiamo una “Citroen 2CV restomod”, sarà molto simile a questo mix:
🎨 Design
- Linee arrotondate tipo Citroën 2CV originale
- Parafanghi separati e “morbidi”
- Tetto in tela apribile (probabile ritorno 👀)
- Firma luminosa LED moderna
👉 Non sarà una replica pura: più stile Renault 5 E-Tech → vintage + tecnologia
Le immagini dell’articolo sono dei render non ufficiali presi dal video del canale Youtube di Mahboub 1. Inseriamo di seguito il link alla fonte:
⚡ Tecnologia (qui cambia tutto)
- 100% elettrica
- Autonomia urbana (200–300 km ipotetici), batteria attorno ai 40-45 kWh
- Piattaforma economica condivisa con utilitarie Stellantis
- Infotainment minimal (coerente con lo spirito originale)
- Potenze tra 95 e 140 CV circa
- Potremmo aspettarci anche una variante long rance da 450 km di autonomia e batteria da circa 50 kWh
💸 Posizionamento
- Prezzo target: < 25.000 €
- Segmento: citycar tra Ami e C3
- Focus: mobilità urbana semplice, non prestazioni
🛠️ Se parliamo di “restomod vero” (aftermarket)
Qui il discorso cambia: i restomod moderni (non ufficiali) di 2CV oggi tendono a:
- Motore elettrico retrofit 🔋
- Interni moderni (schermo, pelle, ecc.)
- Telaio rinforzato + freni moderni
- Look vintage quasi identico
👉 Quindi una “Citroen 2CV restomod” potrebbe esistere più da aziende private che da Citroën stessa
🧩 In sintesi
- ✔️ Una nuova 2CV sta arrivando (concept 2026)
- ❌ Non sarà un restomod puro
- ⚡ Sarà elettrica e minimalista
- 🎯 Obiettivo: essere la “auto del popolo” moderna