Il Red Bull Ring doveva essere la pista della rinascita Ferrari ed è stato invece il trionfo della Mercedes. George Russell domina dalla pole, Kimi Antonelli completa la doppietta e resta leader del Mondiale, mentre la Scuderia annega su un tracciato di pura potenza. Ecco le pagelle del Gran Premio d’Austria 2026.
George Russell — 9
Pole trasformata in oro e settima vittoria in carriera, gestita con la lucidità del leader designato della Mercedes. «Le gare difficili ti mettono alla prova a livello psicologico, e gli ultimi due weekend sono stati vitali per me»: la W17 è la monoposto più equilibrata del lotto, e lui la sfrutta da campione.
Kimi Antonelli — 8
Terzo gradino del podio, doppietta Mercedes confezionata e soprattutto la testa del Mondiale ancora ben salda: 171 punti, quaranta di margine proprio su Russell. La stagione del bolognese resta la rivelazione assoluta del 2026, e a Spielberg arriva un’altra prova di solidità più che di fuochi d’artificio.
Max Verstappen — 7,5
Una partenza troppo aggressiva gli costa secondi preziosi, poi il reset dopo il pit stop e una rimonta fino al secondo posto chiusa a un soffio da Russell. «Sono stato un po’ troppo entusiasta nei primi giri e ho commesso degli errori. Dopo il pit stop ho resettato tutto e il passo era veramente ottimo»: con qualche giro in più avrebbe impensierito la vetta.
Isack Hadjar — 7
Sesto posto pesante su una Red Bull in crescita, infilato in mezzo alle due Ferrari come a sottolinearne le difficoltà. Gara ordinata e senza sbavature: il giovane si conferma una delle note più interessanti di questa fase di campionato.
Oscar Piastri — 6
Quarto al traguardo, miglior McLaren ma mai realmente in corsa per il podio. La MCL62 a Spielberg non ha avuto il guizzo delle Frecce d’Argento, e l’australiano si limita a portare a casa il massimo possibile in una giornata opaca per Woking.
Arvid Lindblad — 6,5
Decimo e a punti in una gara di sostanza, il rookie continua a fare gavetta con personalità. Un risultato che vale più del piazzamento, in un weekend in cui le gerarchie davanti erano blindate.
Liam Lawson — 6
Nono e nei punti, una gara di gestione senza errori ma anche senza acuti. Compitino sufficiente, niente di più, in una domenica in cui c’era poco da inventare nelle retrovie.
Lewis Hamilton — 5,5
Quinto e miglior Ferrari, ma il sapore è quello amaro di chi sa di non averne. «Già da venerdì eravamo veloci nelle curve, ma perdevamo sei decimi in rettilineo»: la diagnosi è impietosa e fotografa il limite strutturale della SF-26 su una pista di potenza.
Lando Norris — 5
Settimo e mai in lotta per qualcosa che contasse davvero, in una delle sue domeniche più anonime. La McLaren non lo aiuta, ma anche lui resta a guardare mentre le Mercedes scappano: weekend da dimenticare.
Charles Leclerc — 4,5
Ottavo e lontanissimo, il volto della crisi rossa al Red Bull Ring. «Il gap con gli altri è colmabile, ma al momento con il motore facciamo molta fatica»: la Power Unit di Maranello resta il tallone d’Achille, e dopo l’entusiasmo di Barcellona è una doccia gelata.
La classifica del Mondiale dopo l’Austria
Al termine dell’ottavo round la situazione iridata è questa:
- 1. Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) — 171 punti
- 2. George Russell (Mercedes) — 131
- 3. Lewis Hamilton (Ferrari) — 125
- 4. Oscar Piastri (McLaren) — 80
- 5. Lando Norris (McLaren) — 79
- 6. Charles Leclerc (Ferrari) — 79
- 7. Max Verstappen (Red Bull) — 73
Tra i costruttori la Mercedes vola a 302 punti, davanti a Ferrari (204), McLaren (159) e Red Bull (115). Tra una settimana si vola a Silverstone, dove la Ferrari dovrà capire se l’Austria è stata un incidente o la fotografia di un ritardo strutturale.
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